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SU "CLARENCE SPECIALE CANNES":
: Tutte le puntate: 1a - 2a - 3a - 4a - 5a - 6a - 7a
"Premi & vincitori": dalla rivoluzione Avion Travel a Jenny B., la Whitney Houston de noantri.
"Gli Aristonati": Lia Celi punta la penna contro tutti, ma in particolare Fabio Fazio, Ines Sastre, Luciano Pavarotti, Jenny B., Alessio Bonomo, Mietta, Minghi e Nava, Avion Travel, Gianni Morandi.
"Spietate Esecuzioni": le canzoni del Festival illustrate da Grassilli.
"Così ero capace anch'io": denuncia i plagi tra le canzoni di Sanremo. In linea (scaricabili e ascoltabili) i plagi di Spagna, Matia Bazar, Mietta e Fabrizio Moro, Padre Alfonso Maria Parente.
Le interviste di Clarence: Bono Vox, Sting, Tom Jones, Jovanotti, Yossou N'dour, Carmen Consoli, Avion Travel, Hevia.
"Dalla TV": La cronologia fotografica del meglio delle serate in più di 120 immagini.
L'ottava puntata del "Diario di bordo festival": I nostri Johnny Depp e Benicio Del Toro, dagli squassi di Las Vegas, si sono immersi in quelli di Sanremo.
"Blair Witch Sanremo": Clarence invia a Sanremo tre redattori per raccogliere informazioni. I redattori scompaiono, le informazioni vengono ritrovate. Chi risolverà il mistero?
...e in più: Le foto del giorno, il sondaggio, il reportage su Alessia Marcuzzi e Inés Sastre, Il Porno-Festival e il classico "Ecchissenefrega".
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La più memorabile apparizione televisiva di Carmen Consoli risale a qualche tempo fa, in un programma allestito da e in onore dei Cannibali, la falange di scrittori pulp cresciuti all'ombra dell'amico di Fazio, il trashista Tommaso Labranca. Carmen, in vena di maledettismo noir, appariva ai margini di uno specchio; sull'altro margine, Asia Argento, che le assomiglia come una goccia d'acqua. Le due ciancicavano, biascicavano un idioletto incomprensibile. L'effetto era, a dire il vero, più pulp di quanto ci si aspettasse: anzi, era imbarazzante. Un paio d'anni dopo, Carmen Consoli è rinnovata nel corpo e nello spirito. E' serena e tranquilla, non ostenta un briciolo di bohème. Ha una nuova pettinatura: una scodella rossoscuro in capoccia e una chiostra bionda ossigenata.
Ti piaci nella nuova veste di donna riconciliata col mondo intero?
Beh, mio padre mi ha chiesto se avevo un gatto morto in testa, o se tenevo alla Juventus. In Sicilia dicono che ho scambiato lo shampoo con la candeggina. Sono sorpresa dal nuovo look: mi sono lasciata andare, mi sono messa nelle mani di un'esperta e l'ho lasciata fare. Un po' non mi riconosco: non ho più il ciuffo con cui fare la mossettina rockettara.
Cambiamento di look che corrisponde a un mutato atteggiamento musicale...
Sì. Quest'anno sono più rilassata, mi sembra di avere iniziato a lavorare al nuovo album col piede giusto. E' una stagione d'incanto, un magico momento di bellissime coincidenze. E io stessa ne risento positivamente. Mantengo l'autoironia, la voglia di sdrammatizzare le ansie che, in altri momenti, sono portata a enfatizzare.
Merito anche del nuovo fidanzato a cui hai dedicato "La canzone del dottore"?
Sì. E' un medico, molto romantico. Ognuno ha il romanticismo che si merita. Il mio è... come dire?... piuttosto primitivo. Vivo un'euforia ormonale congenita.
Lo stile-Consoli è ormai una realtà. Dicono che Moltheni sia un tuo clone.
Sì, capirai. All'inizio dicevano che io ero una clone della Oxa: a me onorava, non so alla Oxa... La verità è che Moltheni ha trent'anni, fa musica da sempre, ha un'identità stilistica ben definita. E' soltanto uscito dopo di me. All'opposto, sarei stata io una clone di Moltheni.
Componente fondamentale dello stile-Consoli: i testi.
Spesso piego la musica al testo. Per me è importante partire da quello che dico e ricercare le assonanze tra parole e idee. Con l'italiano, devo ammettere, è difficile: si tratta di una lingua letteraria, le parole sono intense se lette, cantarle è un problema. L'inglese è più semplice, perché si tratta di una lingua meno letteraria, con una minore tradizione alle spalle.
Come reagisci alla gara di Sanremo?
Fisicamente. Gli altri anni era una tragedia: pulsazioni, traballamenti. Quest'anno, prima e durante l'esibizione non ho nemmeno batticuore. Uscita dal palcoscenico, però, incominciano i palpiti e i balbettii, e non riesco nemmeno a parlare.
L'ultimo Sanremo che hai fatto, i giornalisti hanno scritto che avevi l'Aids e non era vero. E quest'anno?
Quest'anno, visto il testo della canzone, si sono inventati che sono orfana. Ho dovuto portare a Sanremo la prova vivente, che era un po' dispiaciuta di essere data per morta. In verità sono una figlia felice e amata.
Insomma: da maledettissima a cantante d'élite a "cantantessa" di massa: chi è davvero Carmen Consoli?
Diciamo una donna complessa... :-)...
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data: 25 feb 2000
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