 |  |  |  |
SU "CLARENCE SPECIALE CANNES":
: Tutte le puntate: 1a - 2a - 3a - 4a - 5a - 6a - 7a
"Premi & vincitori": dalla rivoluzione Avion Travel a Jenny B., la Whitney Houston de noantri.
"Gli Aristonati": Lia Celi punta la penna contro tutti, ma in particolare Fabio Fazio, Ines Sastre, Luciano Pavarotti, Jenny B., Alessio Bonomo, Mietta, Minghi e Nava, Avion Travel, Gianni Morandi.
"Spietate Esecuzioni": le canzoni del Festival illustrate da Grassilli.
"Così ero capace anch'io": denuncia i plagi tra le canzoni di Sanremo. In linea (scaricabili e ascoltabili) i plagi di Spagna, Matia Bazar, Mietta e Fabrizio Moro, Padre Alfonso Maria Parente.
Le interviste di Clarence: Bono Vox, Sting, Tom Jones, Jovanotti, Yossou N'dour, Carmen Consoli, Avion Travel, Hevia.
"Dalla TV": La cronologia fotografica del meglio delle serate in più di 120 immagini.
L'ottava puntata del "Diario di bordo festival": I nostri Johnny Depp e Benicio Del Toro, dagli squassi di Las Vegas, si sono immersi in quelli di Sanremo.
"Blair Witch Sanremo": Clarence invia a Sanremo tre redattori per raccogliere informazioni. I redattori scompaiono, le informazioni vengono ritrovate. Chi risolverà il mistero?
...e in più: Le foto del giorno, il sondaggio, il reportage su Alessia Marcuzzi e Inés Sastre, Il Porno-Festival e il classico "Ecchissenefrega".
|
|  |
|  |  |  |
Se Myriam Makeba è mamma Africa, Youssou N'Dour è il principe di Dakar. Nato nella capitale del Senegal nel 1959, Youssou discende infatti da parte di madre da una famosa famiglia di "griots". I "griots" furono e continuano a essere una sorta di trobadori che tramandano le storie della tradizione locale, una tradizione che va indietro nel tempo a ben prima dell'introduzione dell'islam e dell'arrivo dei colonizzatori francesi nella zona sub-sahariana dell'Africa. La musica fa insomma parte del suo corredo genetico. Ed è uno stile di vita, un modo per fotografare ciò che gli sta intorno, per affrontare le emozioni e per trasmettere un messaggio a coloro che hanno il coraggio di ascoltare. Il suo stile mischia la tradizione wolof (la lingua e la cultura nazionale senegalese) e il contemporaneo e gli ha permesso di raggiungere il grande pubblico internazionale, non solo africano. Ma N'Dour è più che un musicista. Come potete scoprire leggendo l'intervista che segue.
La tua esperienza artistica è andata di pari passo con quella umana e politica: ad esempio la partecipazione a Human Rights Now e prima ancora l'incontro con Peter Gabriel. Partiamo allora dalla campagna di Jubilee 2000: cosa ne pensi?
Vengo da un paese, da un continente, molto povero, indebitato. E' quindi ovvio che sostenga la coalizione di Jubilee 2000 per la cancellazione del debito internazionale. Io cerco di dare il mio contributo, con la musica.
Come con My hope is in you, il pezzo che canti stasera al festival?
Esattamente. Si tratta di una canzone che parla dell'importanza dell'educazione, dell'andare a scuola. Tieni presente che in Africa i giovani spesso, troppo spesso, non riescono a essere scolari: diventano la carne da macello, i soldati, delle guerre e degli scontri etnici.
Ma si può essere ottimisti? Esiste una via africana alla democrazia?
Ci credo. Anzi, sono sicuro che riusciremo a farcela nonostante scontri e conflitti vari. E poi voi occidentali avete un'immagine dell'Africa fatta solo di guerre etniche, ma c'è un'altra Africa, che sorride: io vorrei farvi vedere questa faccia.
Torniamo a Sanremo: come mai hai accettato di venire a questo festival?
Perché si tratta di un evento molto importante, e di una buona occasione promozionale per Joko - From village to town, il mio nuovo album (è appena uscito in Italia, ndr.), un album dove suoni e parole sono a metà strada tra Africa e occidente.
Mi sembra anche che si tratti di un disco autobiografico, nel quale fai una specie di bilancio della tua esperienza.
Parla proprio di questo, della strada che ho percorso negli ultimi quindici anni. Per l'appunto dal villaggio alla città (è il titolo tradotto dall'inglese, ndr.). Canto le persone che ho conosciuto, lo sviluppo del mio paese, le cose che mi piacciono e quelle che non mi piacciono. Ma soprattutto quell'altra Africa, quella che sorride, quella che vorrei farvi conoscere.
E che forse sorride meno di quanto potrebbe anche per colpa dei paesi occidentali. Ma tu, come artista e intellettuale, non ti incazzi mai con le ex potenze coloniali?
Beh, è sicuro che non sia solo colpa nostra se oggi ci scanniamo l'un l'altro. Ci sono responsabilità molto grandi da parte dei paesi occidentali più ricchi: dallo schiavismo fino a oggi. Ecco perché dico che la campagna Jubilee 2000 è un'ottima cosa, anche se però credo che noi africani abbiamo in realtà già abbondantemente pagato il nostro debito...
|  |
|
Se vuoi segnalarci un sito, gestire una rubrica o inviarci un suggerimento clicca qui.
|
|
data: 25 feb 2000
|
protezione contenuti: assente
| Aiuto |

|