La saga degli Ingall è una storica tappa nella coscienza di specie dell'americano medio. Come si sa, gli statunitensi hanno tradizioni recenti che cercano di esaltare come se fossero passi fondamentali nell'evoluzione del genere umano. Nascono così i musei di Washington che esibiscono in teche umidificate il cucchiaino con cui il Presidente faceva colazione, oppure il delirio cospiratorio intorno a JFK. Di genuino, hanno però l'interessante epopa del West e la faticosa opera di civilizzazione delle praterie. E in una di queste sorgeva una casa... La casa nella prateria è una serie che ruota intorno alla famiglia Ingall, alle sue fatiche pionieristiche, alle sfighe che come cicloni si abbattono sui cinque membri, a principiare dalla cecità della figliuola più carina, Laura.
Gli Ingall vivono in un paesino puritano e pettegolo per vocazione, dove le malelingue serpeggiano. A fare da regina a questo saccentismo di massa è Harriett Oleson, i cui figli sono due rompicoglioni di provata fama che ce l'hanno su con le ragazze Ingall.
La gioventù del luogo si scarrozza gite salutiste nelle vastità intorno a Walnut Grove, fa esperienze maliziosamente puberali, mentre Charles, il pater familias, passa la vita tra problemi economici e prevenzione della natalità.
La serie, iniziata nel 1974, si è trascinata, più o meno stancamente, fino all'82.
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