1979-85: sei anni di America profrondo sud, bianca e razzista, tutta musica country, tette & macchine, truzzi e urla, camicie a scacchi e virilità a mille. The Dukes of Hazzard fu il telefilm più wasp degli anni Ottanta, ambientato in una contea in cui solo per caso non si vedevano sfilare le processioni del Ku Klux Klan e dove per una fortuita coincidenza mai apparve Chuck Norris. Un telefilm cazzutissimo eppure seguitissimo, costellato di incredibili personaggi che uno non vorrebbe frequentare nemmeno per un minuto della sua vita ma che, sterilizzati dal tubo catodico, piacevano moltissimo: i cugini Bo e Luke sulla mitica auto pluriscassata e iperprestazionale, detta Generale Lee; la loro cuginetta, una strafiga àmbita da tutta la contea, che cantava in un'osteria per camionisti assurde parodie di Crosby Still & Nash; il capo della polizia locale Boss Hogg, una specie di canederlo vestito sempre di bianco; lo sceriffo imbecille Rosco; il suo aiutante Enos, ancora più imbecille e timido del suo superiore, l'unico che sia riuscito a convincere Daisy a darla a qualcuno. E via così, ridanciani e volgarotti, preleghisti e spermatozoici, come se la guerra civile americana non fosse mai avvenuta, mentre vecchi atavici e incazzosi come Montanelli se ne stavano seduti nelle distillerie a giocare a "tira il turacciolo" e le donne o erano grassone improponibili oppure playmate rubiconde e tettute, per la gioia delle ghiandole salivarie dei protagonisti. Come queste atmosfere da Mississipi burning travestito da circo Orfei potessero sollevare entusiasmo in Italia, beh, resta un mistero. Del resto, si dice che il nostro sia il Paese dei misteri, no?
LA STORIA
Alcool, macchine & tette - Gy Waldron, il creatore di Hazzard, è un genio del massimalismo becero all'americana. E' bastato organizzare un serial a base di strafighe, macchine veloci e idioti persistenti per segnare la storia mondiale della TV. Ecco da dove muove i passi la trama del telefilm più cazzuto del west, e dove va a parare... [ CONTINUA ]
CAST E PERSONAGGI
In un improbabile scenario hawaiano, le avventure di un altrettanto improbabile investigatore privato si svolgono negli improbabili set di una improbabile villa ad affitto zero, tra una folla di coadiutori che più improbabili non si può...
L'auto più spericolata - Per gli americani fu un autentico feticcio, molto più dell'auto di "Supercar" o della Austin di James Bond. Tutto sul Generale Lee, lo spericolato veicolo che saltava a venti metri con a bordo, urlanti d'ebbrezza, i due giamboni dei cugini Duke: specifiche tecniche, prestazioni e curiosità...
La strafiga - Tutti andavano al barettone a sentirla cantare country e lei pensava di essere una grande artista: non si accorgeva che tutti quei maschioni, simili a costate di manzo, erano lì a tenere il ritmo per guardarle le tette e gli occhioni. Ma lei era illibatissima...
L'imbarazzante e cupa sigla di Hazzard intristì le pubertà di una generazione intera: "Non cercano un trofeo / ma trasformano in rodeo / ogni prato libero qui ad Asàrd" era l'allucinante ritornello. Nulla a che vedere con la sigla originale, un gran pezzo country, che metterebbe di buon umore anche Gustavo Thoeni. Alle due sigle aggiungiamo due chicche: il mitico clacson del Generale Lee e l'urlo di sfida e di gioia di Bo.
La contea in pics - Tutti, ma proprio tutti i componenti del cast di Hazzard in posa o in azione: dai terribili cugini allo zio Jesse, da Daisy a Rosco, fino a quel salsicciotto umano vestito da schetzen della Georgia che è l'orripilante Boss Hogg. E, ovviamente, foto del mitico Generale Lee, la macchina più truzza e taroccata della storia televisiva americana (sì, anche più di Supercar). Insomma: tutta la contea di Hazzard - una provincia al Viagra - in mostra per una gallery completa...
Le follie di Hazzard - Stranezze e aneddoti dal serial più bizzarro e razzista degli anni Ottanta: guest star, retroscena gustosi, apparizioni inedite, spin off, statistiche. Tra queste ultime: tutti i crimini commessi da Bo e Luke confrontati con tutte le illegalità di Boss Hogg e Rosco...