Sulle strade di New York, dentro le storiacce del quindicesimo distretto di polizia: l'idea è semplice, ma efficace. E' venuta a quei due geni della fiction anni Novanta che rispondono al nome di David Milch e Steven Bochco, rispettivamente sceneggiatore e produttore di N.Y.P.D. Blue. Il fantastico duo, che in casa colleziona premi televisivi in una quantità che si avvicina al numero di coppe conservate nel salotto del Trap, ha avuto la trovata nel '93, e da allora è stato un crescendo di successi e di premi (di cui sopra), dovuti soprattutto al fatto che nel telefilm si vedevano le tette e si diceva "stronzo". Gli americani, che nella loro componente wasp adorano indignarsi, si sono appunto indignati: ed è stato trionfo.
E' una fiction-verità, fatta di storiacce e di sfighe personali, banalità routinarie e affetti consumati in ufficio e fuori, tra inseguimenti di spacciatori da quartiere e indagini filmate con telecamera in movimento, luce sgranata e tanta tanta furbizia.
E' un paradosso: la realtà è ben più drammatica e dura di quanto si immaginino i signori Milch & Bochco, che hanno due cognomi da credits di un cartone animato. E, sempre per paradosso, è proprio un cartone animato a suonargliele a quei due: sono I Simpson, e non N.Y.P.D. Blue, a darci la migliore fotografia del nostro presente consumista a metropolitano.
Del resto, provate a prendere Donatella Raffai e datele la carica di amministratore delegato in una major televisiva americana. Il risultato non dovrebbe essere distantissimo da N.Y.P.D. Blue...
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