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Baldassarre torna a fare il re magio
Baldassarre
di Stefano Porro

Scagli il telecomando chi di voi si ricorda a memoria tutti i nomi dei consiglieri della Rai e il motivo della bagarre che porterà probabilmente alle loro dimissioni. Le ultime novità ci raccontano di un secco telegramma spedito da Baldassarre e Albertoni ai presidenti di Camera e Senato, per informarli che le loro dimissioni arriveranno solo quando saranno resi noti i nomi dei possibili successori. Una mossa astuta, che concede ancora un po' di respiro a questo CDA dal fiato sempre più corto. Ma tutto potrebbe cambiare nelle prossime ore.
La complicata vicenda può essere riassunta attraverso tre rapide definizioni: questioni di potere, lotte intestine, lottizzazione delle cariche.
Questo governo, buttandosi a capofitto sulla vicenda del controllo della Rai, mostra in modo inderogabile la sua vocazione mediatica, secondo la quale conta mantenere il controllo di ciò che si fa vedere agli italiani e non migliorare la vita degli stessi.
Da mesi ormai la querelle Rai sta occupando la scena del dibattito politico, e il balletto dei nomi suona sempre di più la musica dello "schiaccianoci". Baldassarre si dimette, Albertoni ci ripensa, Fini pone il veto, Bossi risponde con il controveto. Un continuo e dirompente flusso di parole e dichiarazioni che non fanno nient'altro che rallentare il normale svolgimento della funzione legislativa dello Stato.
Ancora una volta la televisione pubblica viene usata come campo di battaglia per gli scontri di potere e i regolamenti di conti. Chi vince, chi riesce a imporre un nome o un veto, si è automaticamente guadagnato una fetta di potere in più.
Di questa misera spartizione ne patisce, in primis, la qualità dei programmi.
Lo testimoniano la presunta riorganizzazione dei vertici con lo spostamento della direzione di RaiDue a Milano, il taglio ossessivo dei costi (che non colpisce però Sanremo e bestialità simili), la censura dei giornalisti non allineati. Sono questi i primi risultati della gestione della Casa delle Libertà tra le stanze di viale Mazzini ottenuti attraveso i consiglieri Rai che in questo momento si cerca di mandare a casa. Gli esecutori del padrone hanno alzato troppo la testa, e si sono dimostrati troppo autonomi dagli ordini del presidente tycoon. O, forse, la vicenda delle dimissioni Rai anticipa un possibile rimpasto di governo. Come dire: prove generali di redistribuzione di potere.
Staremo a vedere cosa accadrà nelle prossime ore. Solo un dato è certo. Chi ci perde di più, in tutto questo can can, è senz'ombra di dubbio lo spettatore che paga il canone. Che, oltre a programmi sempre più brutti, deve anche sorbirsi questo deprimente teatrino della politica.
Ultim'ora: secondo un'Ansa delle ore 17.00, il ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri avrebbe rivelato la nuova possibile cinquina del CDA Rai durante la registrazione del Costanzo Show. Questi i nominativi: Albino Longhi, Massimo Magliaro, Marcello Del Bosco, Vincenzo Porcacchia, e Ettore Adalberto Albertoni.

In seguito, dopo una girandola di incontri tra i leader della Casa delle libertà, culminata in un nuovo vertice nella abitazione romana del premier Silvio Berlusconi, il centrodestra ha trovato un accordo sui vertici Rai. E subito dopo da Viale Mazzini è arrivata la notizia delle dimissioni di Antonio Baldassarre e Ettore Albertoni

Inviato da Stefano Porro , Mercoledì 26 Febbraio 2003 | Commenti (19)
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