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Ma quale fulmi-cult-one!
Keifer Sutherland
di Maurizio Pluda
Preparate i telecomandi e i videoregistratori. Domenica 19 ottobre, ore 21, debutta infatti su Rete4 il telefilm più atteso della stagione, 24 - Twenty four. Clarence l'ha visto in anteprima a Milano. E con un pizzico di foia (si tratta pur sempre di quella Rete4 di Fede e Berlusconi, che doveva andare sul satellite dal primo gennaio 2004 per sentenza della Corte costituzionale, ma che la legge Gasparri probabilmente salverà dall'infausto destino) possiamo dirvi: è una boiata pazzesca, ancorché girata benissimo...

C'ERAVAMO TANTO AMATI
E' ufficiale: Rete 4 sta abbandonando le signore. Hanno un bel dire che sono le signore a cambiare, e che comunque la rete lascia al target femminile ben mezzo palinsesto, dalle sei del mattino alle cinque del pomeriggio. Sarà, però il resto della giornata, soprattutto la prima e seconda serata, cambia. La tv in rosa diventa per metà gialla con thriller e tensioni (non amorose) assortite. Fiore all'occhiello di questa Rete4 new version è (dovrebbe essere) la serie 24 - Twenty four, per la quale sono stati spesi paroloni come big bang del genere seriale e fulmi-cult-one.
Di che si tratta? 24 segue le 24 ore decisive della vita di Jack Bauer (Keifer Sutherland) direttore di una squadra antiterrorista Cia. Indovina un po', l'onest'uomo dovrà sventare un complotto teso ad accoppare il primo afroamericano in corsa per le presidenziali. Indovina un po', l'onest'uomo ha tradito la bella moglie con la bella collega, la quale forse lo sta tradendo con i malvagi. Indovina un po', la figlia dell'onest'uomo, cretinetti come solo le teenager televisive sanno essere, scappa di casa per finire fra le grinfie dei malvagi che così sperano di tenere l'onest'uomo per i corbezzoli mentre loro compiono l'infausto piano.
Qualcosa di nuovo in tutto ciò? No, la novità sta nel fatto che ogni episodio racconta un'ora esatta delle 24 ore cruciali di Jack Bauer e che quindi, per sapere come va a finire, bisogna guardarsi tutti e 24 gli episodi. E allora, qual è la differenza fra 24 e un film a puntate, un equivalente ammodernato de La freccia nera, Belfagor o I promessi sposi? Elementare, il punto di vista. Bisogna pensarlo, infatti, come un telefilm così appassionante da farti venir voglia di aspettare una settimana per scoprire come va avanti e non come un film così lungo da potersi dividere in multipli di tre. E poi il futuro è seriale, ciò che non lo è non si vende, che sia cinema, tv, libri o detersivi. La parola d'ordine è: fidelizzare il consumatore.
Guardare la tv, ci spiegano gli esperti, non può più essere una scelta casuale, radiofonica per così dire. Non si può più sperare di passare il tempo stirando e contestualmente buttare l'occhio sul video. Il telespettatore deve affezionarsi e coinvolgersi assai. Se a questa strategia si aggiunge l'effetto 11 settembre, che ha reso credibile l'incredibile e dato agli sceneggiatori la possibilità di spararle grossissime, l'aumento delle palpitazioni e dell'audience è assicurato.
Insomma, care signore, voi tutte abbonate ai pomeriggi con sentimento, alle telenovelas brasiliane dalle 500 puntate in su, che se anche ne perdevi una dozzina capivi sempre tutto, programmi comprensivi, che tenevano conto del bambino che strilla, del ragù che brucia, dell'amica che telefona... fatevene una ragione: la vostra rete non vi ama più come prima.

Inviato da Maurizio Pluda , Venerdì 17 Ottobre 2003 | Commenti (426)
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