Perché il Palazzo di Vetro si chiama Palazzo di Vetro? C'è qualche ascendenza alchemica o massonica che ha suggerito di dargli questo nome? Sì. Si comincia dall'esterno: campeggia una statua di San Giorgio che uccide il drago: basta leggersi Il segreto delle cattedrali di Fulcanelli, sommo filosofo alchemico, per scoprire che San Giorgio ha un significato ermetico profondo e codificato. C'è, come è ovvio, una tradizione immensa che denuncia la cosiddetta "cospirazione della Società delle Nazioni e delle Nazioni Unite": sarebbero organi sovranazionali la cui creazione fu pensata e realizzata da ambienti massonici: ed è ben difficile smentire chi enuncia questa paternità. All'interno dell'edificio si prosegue con alcune impressionanti presenze anticattoliche: un'ossessione fissa per la Massoneria anglosassone, che secolarmente ha ereditato il ruolo di anti-Chiesa Romana (François Mitterrand, massone dichiarato, ebbe a dire: "Noi, la massoneria, siamo a tutti gli effetti ciò che si oppone alla Chiesa"). Infatti, al centro del Palazzo di Vetro c'è una stanza vuota, che non serve a nulla se non a ospitare un dipinto che rappresenta la crocifissione: non del Cristo, però, bensì di una donna (un'altra simbologia prettamente alchemica, che si riallaccia alla tradizione demetrica e che prosegue, nella storia occidentale, con la leggenda della Papessa Giovanna e dell'interpretazione del Cristo-Androgino). Accanto a quella sala, un'altra sala vuota: che però ospita una campana tibetana. Noi stiamo con la tradizione tibetana, ma bisogna specificare che la Massoneria britannica lanciò Il libro tibetano dei morti, il Bardo Todrol, in funzione antievangelica - e con parecchio successo, se è vero che in Europa, nel secolo scorso, si vendettero più copie del Bardo che del Vangelo. Detto questo, ecco perché il Palazzo di Vetro si chiama così: il Palazzo di Vetro è il luogo che custodisce il Graal, meta del viaggio di Parsifal. Va specificato che l'autore di queste righe non è battezzato e non simpatizza per l'apostolato romano.
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