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 I TIPI DI COLLOQUIO
Il colloquio di selezione è un argomento delicato ed estremamente complesso che, per non correre il rischio di un'eccessiva semplificazione, va trattato con metodo, esaminando le molteplici sfaccettature che lo compongono.
Riuscire a ottenere un appuntamento per un colloquio è una situazione che spesso genera ansia: ogni evento sconosciuto senza contorni netti e definiti, nel quale non si riesce ad immaginare e prevedere che cosa accadrà, mette in moto questa particolare reazione emotiva; e l'ansia abbassa notevolmente il rendimento della prestazione.
Nelle aziende di piccole dimensioni il colloquio è generalmente una chiacchierata informale con il titolare; nelle aziende di medie o grandi dimensioni esso viene condotto da tecnici esperti in selezione del personale.
Seguendo uno schema generalmente riportato nei testi specifici, esistono cinque tipi di colloquio che ora descriviamo molto brevemente:

• l'intervista strutturata,
• l'intervista destrutturata,
• l'intervista provocatoria,
• l'intervista di gruppo,
• l'intervista effettuata da più selezionatori.

Nell'intervista strutturata il selezionatore formula uno schema predeterminato di domande, seguendo una scaletta di argomenti precisi e annotando le risposte del candidato. Questo tipo di colloquio viene spesso utilizzato nella fase di preselezione, dove l'obiettivo è quello di ridurre il numero dei partecipanti in base a caratteristiche oggettive e non quello di evidenziare le potenzialità del candidato. Ad esso inoltre può essere associata la somministrazione di test psico-attitudinali.

Nell'intervista destrutturata le domande sono aperte e generali e hanno l'obiettivo di far emergere la personalità del candidato, il quale a sua volta ha la possibilità di parlare a lungo, ponendo l'accento su esperienze formative e/o professionali, e su attitudini e/o abilità che desidera sottolineare o enfatizzare.

Nell'intervista provocatoria lo scopo è quello di mettere a disagio il candidato per far emergere le personali e peculiari modalità reattive a tali situazioni. Generalmente consiste in momenti di silenzio anche abbastanza lunghi, alternati a provocazioni varie sia a livello di opinioni che di atteggiamenti: in questo caso è importante essere consapevoli della possibilità di venire provocati, in quanto tale riconoscimento permette un migliore controllo del proprio comportamento senza perdere la calma.

L'intervista di gruppo si svolge tra un gruppo di candidati e uno o più selezionatori. Viene effettuata per far emergere alcune attitudini specifiche come quella alla leadership o ad altri ruoli gerarchici, che difficilmente risulterebbero chiari in altro modo. Ciò che si vuole esplorare attraverso questa modalità sono le caratteristiche psicosociali dei candidati.

L'intervista effettuata da più selezionatori si configura come una vera e propria prova d'esame: in questa caso occorre tenere sotto controllo il disagio provocato dal trovarsi di fronte a più persone comportandosi come se ci si trovasse di fronte e si parlasse solo alla persona che ci sta interrogando.

Prima di presentarsi al colloquio è opportuno informarsi sugli obiettivi e sulle attività dell'azienda poichè una domanda potrebbe essere relativa all'eventuale contributo del candidato nel caso di assunzione.
Se il curriculum vitae rappresenta un biglietto da visita "lungo", il momento del colloquio è decisivo per l'immagine di sè che si può fornire: bisogna prepararsi adeguatamente a questo incontro che potrebbe essere unico.
La valutazione del candidato non riguarda solo le capacità possedute, le esperienze pregresse e le disponibilità future, ma anche il "come ci si presenta", il "come si appare" ne diventa oggetto.

SINTETICAMENTE È BENE:

• ascoltare con attenzione le domande senza interrompere e rispondere con precisione e sintesi;
• elencare le proprie capacità e conoscenze con determinazione;
• evidenziare le proprie conoscenze culturali e/o professionali attinenti l'attività dell'azienda;
• mostrarsi notevolmente interessati al tipo di lavoro proposto;
• dichiararsi disponibili a nuova formazione;
• arrivare puntuali;
• non dimenticare il nome del proprio interlocutore;
• cercare di non monopolizzare la conversazione;
• evitare che il colloquio si trasformi in un semplice "monologo" del selezionatore, ponendo eventualmente anche delle domande riguardanti l'attività principale e le collaterali dell'impresa;
• se possibile effettuare in anticipo al colloquio ricerche sull'azienda, le sue attività, la sua consistenza patrimoniale e di forza lavoro, in manuali elencativi di imprese presso la Camera di Commercio o altre biblioteche specializzate.

Si ringrazia in modo particolare il Ciop del comune di Bologna

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