Novuspharma, i risultati del Pixantrone - 27 agosto 2003
Prosegue a pieno ritmo la sperimentazione del composto Pixantrone, il farmaco che nella pipeline di prodotti sviluppati da Novuspharma è nella fase di studio più avanzata.
La società, attiva nello sviluppo di farmaci per il settore oncologico, ha, infatti, annunciato la pubblicazione dei risultati della seconda e penultima fase di sperimentazione del Pixantrone su pazienti affetti da Linfoma Non-Hodgkin aggressivo. Il test ha dato discreti risultati, considerando che il trattamento ha dato risposte positive in un terzo dei pazienti trattati e addirittura nel 17% dei casi si è assistito alla scomparsa della malattia. Restano contenuti gli effetti collaterali derivanti dalla tossicità del farmaco, la "spada di Damocle" che incombe sulle varie fasi di sperimentazione dei composti farmaceutici prima della loro commercializzazione.
Alla luce di questi risultati i vertici della società ritengono che a breve possa essere pianificata l'ultima fase di sperimentazione del Pixantrone su pazienti affetti da Linfoma Non-Hodgkin aggressivo, in modo che questo processo possa iniziare già a partire dal 2004. L'avanzamento della sperimentazione del Pixantrone andrà a incrementare i costi di ricerca e sviluppo di Novuspharma, la voce che pesa maggiormente sul bilancio della società italiana.
Inoltre, questi risultati costituiscono sicuramente un importante biglietto da visita in occasione dalla prossima integrazione con la società statunitense Cell Therapeutics. Il Pixantrone, già arrivato nell'ultima fase di sperimentazione per il trattamento del Linfoma Non-Hodgkin non aggressivo e in predicato di iniziare la prima fase di studio per la cura della sclerosi multipla, rappresenterà uno dei farmaci cardine della nuova realtà biotecnologica nascente dall'unione tra l'azienda italiana e il gruppo statunitense. L'obiettivo delle due società è quello di completare la fusione entro la fine del 2003.
Il ruolo centrale che il Pixantrone giocherà nel futuro del nuovo gruppo è stato confermato dalla decisione di Novuspharma di dedicare parte della liquidità ancora nelle casse della società (a fine giugno era di poco inferiore ai 100 milioni di euro), per finanziare gli studi del composto. Senza dimenticare che uno dei motivi che ha costretto Novuspharma alla ricerca di un partner statunitense è stata la mancanza di una rete commerciale a vasto raggio, in particolare negli Stati Uniti, per permettere la distribuzione del Pixantrone ad un ampio numero di pazienti. Rete commerciale che Cell Therapeutics ha già implementato da tempo.
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