Cavalcava l'onda selvaggia dell'ambientalismo anni ottanta. Contro il nucleare, contro i miasmi distruttivi di Cernobyl, secondo i dettami della moda "verde" della sinistra priva di ideologie e priva di idee, succube degli umori prepotenti dell'Orco Bettino Craxi. Il PCI era alla frutta. Perdeva colpi ed elettori. Si avvicinava l'ora dell'imposione finale. Dopo la morte di Enrico Berlinguer, c'era l'anziano e malandato normalista Alessandro Natta a governare il ti one dell'ortodossia politica, mentre l'ala migliorista di Napolitano invocava una grigia e demodé svolta migliorista e socialdemocratica. Covano, sotto la polvere di quei giorni, dei nuovi rampanti, che sarebbero stati incredibilmente sulla breccia nel decennio successivo. I compagni buoni e con la faccia pulita da ragazzini americani come i boys Walter Veltroni e Chicco Testa.
Testa era l'ala ambientalista, che soffiava nella direzione del rinnovamento, schiacciava l'occhio ai futuri amici di Maurizio Costanzo: Ciccio Rutelli ed Ermete Realacci. Nel 1994 l'ex verde Rutelli fa salire sul trono dell'Acea, l'azienda municipale dell'energia romana, il simpatico Chicco. Lui comincia a farsi la lampada e a fare il ganzo. Basta con la sinistra sempre perdente! Memore dei vecchi amici socialisti gaudenti e ammiratore della nuova razza laica e forzista, si prepara al grande salto. Nel 1996 l'Ulivo vince l'elezioni. E lui si becca la poltronissima di presidente dell'Enel.Chicco sarà il responsabile della più grande privatizzazione della Storia, dello smantallamento più evidente, e simbolicamente pregnante, dell'eredità del centrosinistra deglia anni sessanta. Intanto si piglia uno stipendio iniziale di 400 milioni l'anno. In quei giorni incontravo un vecchio militante della sezione Carlo Marx, dove imperava il giovane Chicco testa, era distrutto e con le mani nei capelli imprecava e sragionava. O tempora, o mores! Testa, certamente non si ricordava più di lui. Forse aveva dimenticato perfino moglie, figli e amanti. Gli mancava solo di sbarcare su Chi, il vero Olimpo dei nuovi dei della finanza e della politica. Finalmente c'è riuscito. Così, mentre creava Wind e si comprava Infostrada, distruggendo, da vero boiardo di Stato incallito, la libera concorrenza nella telefonia fissa, seduce la principessa Torrepàdula. Adesso se volete sapere qualcosa di lui, comprate Eva 3000, o leggete Clarence Gossip...