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GEORGE SOROS
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 IL QUANTUM FOUND DI SOROS
SorosL'Executive International Review è l'organo ufficiale di Lyndon LaRouche, politico ed economista contestato dallo stato maggiore della tecnocrazia proletaria. Larouche da anni va denunciando le malefatte e i crimini degli esponenti legati all'élite tecnocratica, da Bush a Gore a Kissinger a, per l'appunto, Soros. Sul sito italiano legato a Lyndon Larouche appare un incredibile e completo dossier di denuncia delle attività e delle operazioni illecite condotte da Soros. Da questa fonte citiamo alcuni passi.

La rivista americana Time lo caratterizza come un "moderno Robin Hood", che ruba ai ricchi per donare ai poveri: a fare le spese delle speculazioni di George Soros sarebbero le grandi banche centrali mentre egli investirebbe i suoi guadagni nelle economie emergenti dell'est Europeo, dove promuove la sua utopia della "Società aperta", qualcosa che si spaccia come "cultura di sinistra".
La realtà è che ruba a tutti per conto di un'élite ristrettissima di ricchi, e che dietro lo zuccherino delle sue imprese "filantropiche" nell'Europa orientale c'è la medicina mortale della "terapia shock" somministrata alle economie Romano Prodidell'est da quelli della sua cordata, dal professorino di Harward Jeffrey Sachs allo svedese Anders Åslun, con i quali ha ampiamente collaborato Romano Prodi.
L'idea di fondo della "società aperta" è creare le precondizioni necessarie per l'acquisto a prezzi stracciati delle immense proprietà minerarie e d'altra natura che costituiscono l'ultima ricchezza tangibile di tutto i paesi ex comunisti. Per questo le sue 19 fondazioni diffuse nei paesi dell'Est fanno proficua opera di conversione degli ex marxisti in liberisti dell'ultima ora. Basta pagare.
Soros salì alla ribalta mondiale nell'autunno 1992, quando orchestrò un'ondata speculativa contro la lira e la sterlina per frantumare il Sistema Monetario Europeo. Disse di essersi messo in tasca, solo speculando sulla sterlina, oltre un milione di dollari. Con la lira fatta a pezzi, i suoi amici in Italia si scatenarono per vendere le partecipazioni statali agli acquirenti stranieri che, anche nella molto improbabile prospettiva di un prezzo equo in lire, avrebbero sborsato il 20-30 per cento in meno del dovuto. Come abbiamo documentato più volte, non fu un'occasione fortuita, ma fu una trappola ordita a bordo del panfilo della corona inglese Britannia, al largo di Civitavecchia il 2 giugno del 1992, quando Mario Draghi e Beniamino Andreatta guidarono un incontro dei grand commì nostrani con i rappresentanti delle grandi banche inglesi tra cui la Warburg e la Barclays. Gli onori di casa al centinaio di ospiti convenuti per discutere la svendita dell'Italia furono fatti dalla regina Elisabetta II.
Da allora Soros si pavoneggia nel suo alone di "re Mida". Come dice lui stesso, quello che tocca diventa oro. Lo scopo è quello di egemonizzare il mondo della speculazione, far correre i polli dove lui getta il becchime. Nel 1993 lanciò un'operazione di acquisto dell'oro (diceva che la Cina aveva deciso di rimpinguare notevolmente le riserve), tutti dietro a comprare e si arrivò al rialzo del 20% del prezzo; poi, insieme al suo compare Jimmy Goldsmith, si disfece segretamente dei suoi acquisti realizzando profitti notevoli. Operazioni analoghe le ha condotte da allora in diverse piazze del mondo, specializzandosi sulle speculazioni contro le monete: ha condotto attacchi contro il marco tedesco e contro le monete della Tailandia, Malesia, Indonesia e Messico.

Dietro il Quantum Fund
Naturalmente il personaggio è artificiale, o meglio, è un personaggio costruito per gestire dei fondi altamente speculativi per investitori che non sono disposti ad esporsi. Il suo fondo d'investimento Quantum Fund gestirebbe somme tra gli 11 ed i 14 miliardi di dollari di depositi e, come dice lui stesso, tra gli investitori più importanti conta la stessa regina Elisabetta. Insieme alla regina non è difficile intravedere il grosso dell'oligarchia britannica ed europea. Il Quantum Fund è registrato nelle Antille olandesi con tutti i trucchi necessari per non dovere presentare alcuna trasparenza ad autorità di sorta, né sulle entità delle operazioni né sull'identità dei depositanti. Evidentemente si tratta di una "graziosa concessione" della monarchia olandese.
Secondo la commissione dell'OCSE sul riciclaggio del denaro, le Antille Olandesi sono il principale centro di riclaggio del denaro della droga, soprattutto della cocaina dell'America Latina. Di americano Soros ha solo il passaporto, mentre il suo quartier generale è a Curaçao. Per evitare possibili interferenze delle autorità americane Soros non figura nemmeno tra i manager del suo fondo, e a mala pena figura sulla carta come "consulente d'investimento" attraverso la sua ditta di New York, la Soros Fund Management. Soros ha riempito la direzione del suo Quantum Fund di inglesi, svizzeri e italiani, evitando accuratamente cittadini americani.
Mentre il grosso degli investimenti proviene dall'impero dei Rothschild, come è ampiamente documento nlle pagine precedenti, anche gli altri elementi del Quantum Fund costituiscono un quadro inquietante. Il più noto è Edgar De Picciotto, "uno dei banchieri più furbi di Ginevra" che figura nel Consiglio d'Amministrazione del Quantum Fund e presiede la CBI-TDB Union Banque Privée, una banca privata di Ginevra che gestisce grandi capitali sul mercato dell'oro e degli "Hedge Funds", i fondi d'investimento off-shore, soldi che quasi per definizione non possono essere più distinti dai proventi della droga.
De Picciotto è praticamente da sempre socio del banchiere Edmond Safra, proprietario della Republic Bank of New York. Secondo alcune indagini questa banca è la principale esportatrice in Russia di banconote americane, per miliardi di dollari. Il fabbisogno di dollari in Russia cresce in maniera direttamente proporzionale alla criminalità che opera quasi esclusivamente con i "contanti verdi". Safra è indagato dalle autorità americane e svizzere per il riciclaggio dei proventi della droga di turchi e colombiani. La Trade Development Bank (TDB) di Safra si fuse nel 1990 con la CBI di De Picciotto, dando vita alla TDB-CBI Union Banque Privée. Anche se i termini della fusione sono mantenuti segreti, di fatto De Picciotto entrò nel consiglio di amministrazione della American Express svizzera, mentre due direttori della American Express di New York sono entrati nel consiglio d'Amministrazione della Banque Privée. Safra aveva venduto la Trade Development Bank alla American Express Inc. negli anni Ottanta. La American Express, nel cui consiglio figura anche Henry Kissinger, è stata colpita da diversi scandali per il riciclaggio del denaro della droga. De Picciotto iniziò la sua carriera sotto Nicholas Baring della omonima banca londinese che per secoli è stata la banca della famiglia reale inglese. Dopo il crac del marzo 1995 la Baring è stata rilevata dal gruppo olandese ING, anch'esso molto esposto nel riciclaggio. Si tenga presente che Peter Baring partecipò al vertice del Britannia del 1992 a Civitavecchia. De Picciotto è inoltre socio di lunga data di Carlo De Benedetti. I due figurano nel C.d'A della Societé Financière de Genève. Il motivo principale dell'uscita di De Benedetti dalla Olivetti è che ha usato i patrimoni industriali come fiches sul tavolo verde dei derivati, evidentemente perdendo. All'inizio degli anni Ottanta De Benedetti ebbe un ruolo di primo piano nella bancarotta del Banco Ambrosiano, tragicamente conclusasi con l'omicidio, secondo un macabro rituale massonico, di Roberto Calvi a Londra. Le responsabilità dell'impiccagione di Calvi sotto il ponte dei Blackfriars sono state rivendicate da ambienti Rothschild. Tra i numerosi scandali per riciclaggio di denaro in cui sono stati implicati De Picciotto e la sua Union Banque Privée spicca l'arresto, avvenuto nel novembre 1994, di Jean-Jacques Handali e di altri dirigenti della UBP. Secondo la Procura di Miami, Handali e la UBP costituivano la "swiss connection" in una rete internazionale di trafficanti turchi e colombiani. Tra i personaggi più legati a De Picciotto spicca Helmut Raiser, un misterioso mercante di armi che farebbe affari in società con Grigori Luciansky, il personaggio della mafia russa che controlla la holding russo-svizzera Nordex Group. Il contingente italiano nel vertice del Quantum Fund di Soros è costituito da Isidoro Albertini, titolare di una delle società d'intermediazione mobiliare più prestigiose di Milano e da Alberto Foglia che dirige a Lugano la Banca del Ceresio.

Rich, Reichmann & Co.
Esperti che hanno condotto inchieste su Soros per conto del Dipartimento di Stato USA affermano che almeno 10 miliardi di dollari del Quantum Fund provengono da investitori "silenziosi", che preferiscono cioè l'anonimato, e che hanno chiesto a Soros di mandare in frantumi la stabilità monetaria europea. Questo spiega perché Soros, che si vanta di avere tra i suoi investitori la regina e le principali case bancarie inglesi, abbia colpito così duramente la sterlina nell'autunno del 1992. La contraddizione apparente svanisce tenendo conto del fatto che era il modo più sicuro di mettere in pratica la decisione strategica inglese di frantumare lo SME, che è la strategia thatcheriana per eccellenza.
Tra gli investitori "silenziosi" vengono segnalati Marc Rich, un mercante di petrolio e di metalli ricercato dalla giustizia americana, e Shaul Eisenberg, ex pezzo grosso dei servizi segreti israeliani che fa il mercante di armi nel Medio Oriente ed in Asia. Il governo dell'Uzbekistan gli ha interdetto gli affari nel paese dopo aver scoperto una serie di truffe e corruzioni colossali. Un altro socio di Soros è Rafi Eytan che in passato teneva a Londra i collegamenti tra il Mossad e lo spionaggio inglese. Gli affari più grandi, trattando soprattutto alluminio e petrolio, Marc Rich li ha fatti in Unione Sovietica, poi Russia, tra il 1989 ed il 1993. In quello stesso periodo il Nordex Group di Grigori Luciansky raggiunse un fatturato di miliardi di dollari vendendo soprattutto alluminio e petrolio russi. Secondo il Wall Street Journal del 13 maggio 1993 le imprese di Rich in Russia sono finite sotto inchiesta per truffa.
La lista potrebbe continuare all'infinito, ma i contorni del protettore di Romano Prodi e della sua scuola "liberista" dovrebbero essere ormai chiari.

[ tratto dal dossier del Movimento Solidarietà ]

  di Giuseppe Genna
gli stessi argomenti su:  il Nuovola Repubblica
   data: 04 lug 2001 protezione contenuti: assente Aiuto  

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