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| DA SEATTLE A DAVOS: WTO E WEF | |||||||||||
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Ecco il testo dell'e-mail del coordinamento svizzero che invitava gli interessati a partecipare alla manifestazione antiglobalista a Davos:Il 9 dicembre 1999 il Coordinamento svizzero contro il WTO ha presentato una richiesta di autorizzazione per una manifestazione contro il World Economic Forum (Wef) a Davos, che dovrebbe aver luogo il 29 gennaio 2000. Con la manifestazione si vuole protestare contro una politica economica che rafforza l'ingiustizia sia tra il Nord e il Sud che tra i ricchi e i poveri, e peggiora ancora di più la situazione delle donne. La richiesta di autorizzazione è stata a lungo ignorata dalle autorità del comune di Davos e del Cantone dei Grigioni. Dopo insistenti richieste del Coordinamento, due rappresentanti di quest'ultimo si sono incontrati per discutere sul procedimento di autorizzazione con le autorità, che hanno dichiarato di non autorizzare la manifestazione il 29 gennaio perché Davos non è come una grande città. Inoltre, secondo le autorità, quel sabato il traffico intenso renderebbe impraticabile un corteo. Autorizzerebbero invece una manifestazione domenica 30 gennaio. Per il Coordinamento contro il Wto un rinvio non è più possibile: la mobilitazione sia in Svizzera che all'estero è già iniziata da tempo, cosicchè è ormai impossibile informare del rinvio tutti gli interessati e le interessate. Come compromesso, il Coordinamento ha quindi proposto di rinunciare al corteo e di organizzare un sit in nella piazza principale di Davos il 29 gennaio. Poche ore più tardi il Coordinamento contro il Wto è stato informato telefonicamente che il 29 gennaio non sarà permessa nessuna forma di protesta. «Considerato il traffico nella giornata di sabato 29 gennaio, non siamo in grado di autorizzare la manifestazione», ha risposto il comune di Davos il 12 gennaio. In questa lettera, il Piccolo Consiglio Comunale omette di spiegare come una manifestazione in piazza possa ostacolare il traffico. Per contro autorizza una manifestazione per il 30 gennaio, contro il volere esplicito dei richiedenti. Siamo convinti che questa decisione sia legata alla programmata visita del presidente Usa Bil Clinton al Wef. Sebbene si tratti di una visita privata e non ufficiale, le autorità di Davos si comportano come se fosse una visita di stato. Di fatto, con la rpesenza massiccia della polizia e l'annunciata presenza dei militari in funzione di ordine pubblico, si impone uno stato d'emergenza. Il diritto d'espressione viene così rinviato al giorno seguente. Già l'anno scorso, il Tribunale Amministrativo Grigionese ammonì, dandogli torto, il Comune di Davos per il divieto generico di manifestazione durante il Wef. La decisione del Piccolo Consiglio Comunale costituisce per noi un ulteriore esempio dei privilegi concessi ai "Global Leaders". Protestiamo energicamente contro questa offesa al diritto alla libera espressione e sottoscriviamo il ricorso contro la decisione. Chiediamo alle autorità di autorizzare la manifestazione a Davos il 29 gennaio. E un testo che invita gli interessati a mobilitarsi per l'imminente G8 a Genova: La scelta di Genova come luogo per il prossimo G8 ci fornisce opportunità insperate per coagulare l'opposizione alle politiche discusse in sede WTO e atte a favorire i profitti delle multinazionali. Innanzitutto la posizione di Genova è strategica, consente di richiamare attivisti non solo dal nord e dal centro dell'Italia ma anche dalla vicina Francia dove il movimento di opposizione al WTO è fortissimo. Per far questo è necessario sin da ora che chiunque creda nella necessità di mobilitarsi inizi a mettere in allerta i contatti non solo di oltralpi ma di tutta Europa. La mia proposta è una frase di lancio che suoni più o meno: "Genova come Seattle" oppure " 1, 10, 100, 1000 Seattle" ma confido nella vostra fantasia per altre proposte. Posso aprire una votazione sul sito della lista NOOMC-IT in merito appena ho in mano qualche proposta... In particolar modo bisogna contattare i marsigliesi, città gemellata con Genova. Non escluderei che qualcuno proponga provocatoriamente in consiglio comunale un gemellaggio con Seattle con la motivazione "città che a fine secolo si sono distinte per l'opposizione al neoliberismo" .... s'intende un gemellaggio aperto ad altre future adesioni :-)) Inoltre bisogna incominciare a far circolare la voce nei nostri rispettivi gruppi (amici, associazioni, partiti, centri sociali, sindacati, ecc...). Lo spirito deve essere quello di Seattle, un'occasione di festa, socializzazione e discussione specificando la contrarietà ad ogni forma di violenza e nel caso il potere reagisca come a Seattle l'uso di tattiche di disobbedienza civile e di azione diretta. L'organizzazione dell'alloggiamento degli attivisti stranieri dovrebbe essere curata nei dettagli così come a Seattle! Chi si muove nella realtà di Genova e dintorni si guardi in torno per individuare soluzioni per questo punto. Magari anche una mensa pubblica non sarebbe male.... A questo proposito se ai genovesi servisse una lista di discussione organizzativa me lo possono chiedere e io la apro senza problemi. Ogni 'gruppo' potrebbe prevedere momenti di discussione (dibattiti) riguardanti i suoi temi portanti e la correlazione con le politiche sviluppate a livello globale in sedi come il WTO, l'FMI e la banca mondiale. In questo modo renderemo tale momento un passo anche formativo per le coscienze. Vi riporto un passo di un lavoratore di un sindacato US: "Il valore di un anno di discussione politica è stato compresso in 6 giorni: il ruolo dei diversi movimenti, il ruolo della gente da altri paesi, la questione della violenza e della disobbedienza civile, ecc. Chiunque non c'era a Seattle ha mancato una grande possibilità per costruire e sviluppare il nucleo delle persone che guidano (leader) e la coscienza degli attivisti nel proprio sindacato o gruppo. I sindacalisti negli Stati Uniti non esistono in un vuoto e ci vediamo più chiaro quando ci vediamo nel rapporto ad altri." Jeff Crosby (KROZ12@aol.com) December 6, 1999 Ho visto che in molti si sono organizzati per costruire, gestire siti web riguardanti queste mobilitazioni. Ho aperto un'altra lista "noomc-it-web@egroups.it" per coordinare i web master solo per punti riguardanti tecniche, link e altri dettagli puramente tecnico-organizzativi. Per iscrivervi mandatemi un messaggio contenente almeno uno dei seguenti dati: - URL di un sito già on line di cui siete il webmaster e/o - organizzazione di cui siete il responsabile e/o volontario addetto al sito web Propongo inoltre che venga fatto ben capire alla stampa che la scelta di Genova come sede per il G8 non rappresenta per la stessa un regalo d'immagine internazionale come una certa propaganda va dicendo ma una sfortunata circostanza che si poteva ben evitare. Per fortuna in questo senso che qualcuno sarà presente a dire no ad un summit dell'elite di potere mondiali che ci vogliono imporre le summenzionate politiche economiche e dei burocrati di ogni tipo (previsti 8000). Ci sarà, contro, chi è in prima linea da sempre e concretamente a difesa dei diritti civili, dell'ambiente e dei lavoratori. Va fatto presente ai commercianti e agli operatori turistici che Seattle grazie alle violenze iniziate dalle "forze di sicurezza" si è risolta in una perdita per i medesimi di centinaia di miliardi. Questo è il regalo di D'Alema..... certo D'Alema non manderà i poliziotti su gente inerme con manganelli e gas ma visto i progressi della terza via meglio non dare nulla per scontato. Abbiamo sei mesi per organizzare ...diamoci dentro! Andrea Benetton, Saronno (VA) Italia
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