Niente Rivoluzione Industriale per l'India, uno dei Paesi più poveri del mondo e con una pianificazione economica pressoché inesistente. Da due anni a questa parte, sono sempre più le società indiane che investono su Internet e sulla New Economy, aumentando notevolmente il volume di affari del Paese. Continuando di questo passo, l'India potrebbe trovarsi catapultata ex abrupto dal medioevo al terzo millennio, con tutte le contraddizioni socio-economiche del caso. Ma ciò che sconcerta di più il mondo tecnologico e finanziario occidentale è il fatto che il modello indiano incomincia a far presa anche in Europa. Sono sempre più gli ingegneri e i web-esperti asiatici che migrano nel vecchio continente per riempire la mancanza di personale specializzato. "Assumere un indiano" è ormai diventato un must per le aziende che operano sul web. Prima tra tutte svetta la Germania di Schroeder, ma anche l'Italia si sta muovendo con la dovuta accortezza.
La prima Internet city - Sarà l'alternativa più economica alla Silicon Valley americana. Costerà circa 370 miliardi di lire e sarà la prima zona al mondo dedicata esclusivamente alle grandi compagnie industriali e commerciali che operano sul web. Una vera e propria comunità globale, reame di chiunque voglia aprire un'attività legata a Internet. Si chiama Dubai e, insieme a Bangalore, è il vero e proprio tempio della new economy mondiale.
Il guru capitalista - Si chiama Narayana Murthy, ed è un vero e proprio guru della new economy. Nel 1981 ha fondato con un giovane amico Infosys Technologies Ltd, società di consulenza su Internet. Dopo le classiche difficoltà iniziali, Infosys ha fatto il boom. Oggi è quotata alla Borsa Nazionale Indiana, dove produce un valore di scambi per 7 milioni di dollari, e al Nasdaq, dove muove circa 17 miliardi di dollari. E Murthy non ha intenzione di fermarsi.
Il cancelliere tedesco Gerard Schroeder è stato uno dei primi a capire quanto il "modello indiano" sia importante per vincere la sfida della new economy. Per questo ha proposto di aprire le frontiere della Germania all'immigrazione specializzata, importando ogni anno 30.000 asiatici tra tecnici, consulenti e web-esperti. L'opinione pubblica tedesca però non l'ha presa bene: c'è il timore che l'ondata di web-immigrati rubi il lavoro ai residenti.
Tra le molte cause del ritardo della New Economy italiana c'è anche la mancanza di personale specializzato. Il nostro Paese non solo è restìo di fronte a una prossima immigrazione specializzata, ma non è neppure appetibile agli occhi degli ingegneri asiatici, che preferiscono trasferirsi negli USA o in Giappone. Il problema comunque dovrà presto essere risolto: ogni anno si laureano in Italia 3.000 ingegneri informatici, mentre il mercato ne richiede almeno 50.000. Da che parte arriveranno?
In Rete:
Bangladesh on line[ing]: un vero e proprio portal dedicato alle attività online dell'India
Bangladesh Shopping[ing]: un sito dedicato allo shopping online dei prodotti indiani.
Bangalore[ing]: come acquistare un dominio in India