La Silicon Valley? Acqua passata. La città digitale del futuro si chiama Dubai, capitale dell'omonimo emirato. Poco importa se la popolazione rasenta ogni giorno la soglia della povertà e se molti cittadini vivono ancora rintanati nelle baraccopoli. A Dubai fervono i lavori per accogliere le compagnie internazionali, commerciali e industriali che operano via Internet. L'operazione, che si concluderà nel giro di tre anni, costa all'incirca 200 milioni di dollari: un investimento caldeggiato da Sheikh Muhammed Bin Rashid Al-Maktoum, principe ereditario dell'emirato, che ha dichiarato: "Nel futuro sarà tutto cyberspazio, ma occorre anche un luogo fisico per identificare quel mondo".
La città globale sarà anche fornita di un centro di ricerca e sviluppo, oltre a corsi universitari esclusivamente dedicati a e-commerce, web design e web-management. Tutto ciò che ha a che fare con il web, sarà presente a Dubai.
Il vice-principe, che è anche il responsabile del progetto, ha varato un attento piano mirato ad attrarre nella cyber-città le aziende straniere: ad esse sarà garantita la piena proprietà del loro capitale, esenzioni fiscali estese anche ai dipendenti, concessioni su terreni e locali per un periodo rinnovabile di 50 anni. Secondo i pareri degli esperti, web-Dubay avrà un grande successo, in quanto offrirà alle imprese le stesse potenzialità di sviluppo della Silicon Valley, ma con costi enormemente ridotti. Una vera rivoluzione quindi, che colpirà soprattutto l'attuale popolazione di Dubai che, al massimo, può permettersi l'acquisto di una radiolina scassata. Figurarsi quanto saranno felici i dubaiesi di diventare cittadini della prima Internet city del mondo.