La battaglia della new economy la si vince solo col personale specializzato. Che in Europa, per il momento, manca. Tra i primi a capirlo c'è Gerard Schroeder, che ha lanciato una sfida che potrebbe portare la Germania al vertice della classifica dei Paesi che operano sul web. Il Cancelliere tedesco vorrebbe spalancare le frontiere all'immigrazione qualificata, importando ogni anno 30.000 matematici dall'India, da tutta l'Asia e dall'Est europeo.
I dati parlano chiaro: l'anno scorso le università tedesche hanno diplomato 8.000 informatici, appena un decimo di quelli necessari per soddisfare la richiesta di personale della new economy. E in Europa la situazione è ben peggiore: mancano circa 300.000 specialisti di nuove tecnologie. Ed ecco che i Paesi asiatici vengono in aiuto: solo l'India sforna ogni anno 16.000 neolaureati in ingegneria, che possono essere assunti a basso costo dalle società che necessitano di competenze specifiche per lanciarsi su Internet. La nuova tratta degli immigrati parte da Bangalore, la capitale scientifica dell'India, e dai superspecializzati politecnici con oltre quarant'anni di storia alle spalle.
I risultati già si vedono. Solo nella Silicon Valley si contano 2.800 manager asiatici, mentre in California gli imprenditori indiani danno lavoro a 16.000 americani, producendo un fatturato di 7.000 miliardi. Anche l'Europa sta cominciando a muoversi lungo la strada asiatica e a sfruttare le risorse umane e tecnologiche che provengono dal lontano Oriente. Secondo uno studio dell'Ocse, sono già 600.000 gli extra-comunitari che lavorano in proprio nei Paesi dell'UE, pagando 300.000 miliardi all'anno di tasse.
La proposta di Schroeder, pur lungimirante, è destinata però a incontrare una pesante opposizione all'interno del proprio Paese, soprattutto da parte delle forze politico-sociali che temono l'arrivo della multietnia in Germania. Schroeder dovrà quindi combattere duramente per affermare le sue idee e per aprire le porte della Germania ai tecnici asiatici. Uno dei principali limiti della sua intuizione è il ritardo: gli Stati Uniti hanno ormai sviluppato una corsia preferenziale con le università indiane, ed è difficile sottrarre giovani laureati alle società della California. La Germania, e l'Europa intera, dovranno quindi sbrigarsi a sfruttare altri giacimenti di risorse umane, presenti soprattutto nell'ex Unione Sovietica. Xenofobia permettendo.