Mario Monti, commissario europeo per la disciplina della concorrenza, ha annunciato l'invio di una lettera di messa in mora rivolta ai governi di Italia, Germania e Spagna. Si annuncia così l'apertura di una procedura di infrazione nei confronti dei Paesi interessati per il mancato ribilanciamento delle tariffe telefoniche. In pratica, la Commissione ritiene che ex operatori monopolistici ( nel caso italiano si tratta di Telecom) propongano canoni di abbonamento troppo bassi rispetto ai costi, e recuperino le perdite praticando tariffe elevate sui servizi telefonici offerti alla clientela.
La posta in gioco è però complessa. Telecom, infatti, sostiene che se non si risolve il problema del ribilanciamento non si può aprire alla conncorrenza la rete locale.
In altre parole, i nuovi operatori telefonici dovrebbero farsi carico dei costi generali di Telecom. In sostanza, il cliente sarebbe costretto a scegliere tra Telecom, dove paga 44.280 lire di canone o passare a un concorrente e pagare un canone di 73.200 lire.
La posizione espressa da Monti costringe dunque l'Authority per le Tlc, presieduta da Enzo Cheli, a dare una risposta efficace sul problema del ribilanciamento delle tariffe. Soprattutto dovrà farlo in tempi brevi, cioè entro l'estate, se vorrà rispettare i tempi previsti per la liberalizzazione della rete locale di Telecom Italia, ovvero dell'ultimo miglio della rete telefonica.