L'operazione annunciata aveva messa in subbuglio i mercati finanziari.In pratica si trattava di mettere insieme il maggiore provider italiano e il maggiore portale nazionale ( ovvero Virgilio di proprietà Seat). Un colosso destinato a schiacciare tutti i competitor in lizza nell'arena Internet. Telecom aveva prima ceduto Seat. Poi decideva di ricomprarla un prezzo esponenzialmente superiore. La mossa aveva, comunque un senso. La Seat, guidata dall'abile Pelliccioli, è nel frattempo diventata una società leader nel settore della new economy, tanto che il valore dei suoi titoli era schizzato a livelli stellari. La fusione avrebbe consentito di far convergere strategicamente Tin, della quale nel frattempo si era deciso la quotazione in borsa, e Seat. Tutto ciò puzzava di volontà egemonica e monopolista. Così ci ha pansato la berlusconiana Fininvest a rompere le uove nel paniere a Colaninno e Pellicioli. L'accusa è di violare il regime concorrenziale e di pregiudicare lo sviluppo del mercato italiano legato a Internet nei prossimi anni. Evidentemente l'accusa ha qualche fondamento. L'Antitrust se ne sta occupando. Nel frattempo cosa succede a Piazza Affari? Il titolo Seat scende, anche per via delle turbolenze negative del mercato e in particolare del settore tecnologico, fino a 3,7 euro. L'OPA Telecom, invece, stabilisce che, chi decide di consegnare i propri titoli entro il 26 Maggio, otterrà in cambio 4,2 euro per azione. Quindi all'investitore converrebbe aderire all'OPA, con un guadagno secco di mezzo euro per titolo posseduto. In realtà, L'OPA non è irrevocabile, perché soltanto il 31 Luglio l'Antitrust deciderà sulla validità di tutta l'operazione. Dunque, piccoli risparmiatori, prima di prendere qualsiasi affrettata decisione, fate molta attenzione e leggete il prospetto informativo. .