Negli U.S.A., mentre molti trader rampanti si leccano le ferite dovute alle mazzate prese speculando incautamente sul Nasdaq, alcuni più saggi investitori tornanano a guardare con fiducie e rinnovata speranza alle sorti del vecchio caro Dow Jones. Dopo tutto, pur nella sventura comune, l'anno scorso il canuto Dow ha battuto il giovane e arrogante Nasdaq. Mentre l'indice tecnologico è ruzzolato giù, compiendo uno scivolone del 40%, l'indice dei titoli industriali ha contenuto le perdite percentuali al di sotto di un sopportabile 10%. Certamente si tratta di una vittoria di Pirro. Però, mentre si deve far ancora chiarezza sullo stato di salute del Nasdaq, sono adesso in molti a puntare sulla riscossa del Dow Jones. Il vecchio indice sembra preferibile per i risparmiatori, perchè ancorato a valori più misurabili e certi, perché meno volatile, e perchè secondo gli analisti il Toro, che è andato avanti per dieci anni a Wall Street, non ha ancora esaurito la sua spinta propulsiva. Molti temeranno anche la recessione nel primo semestre del 2001, ma altrettanti ritengono che la moderazione della crescita non sarà poi tanto brusca da generare un arretramento significativo dell'economia statunitense. Addirittura qualcuno crede che se la ripresa della crescita, nella seconda metà dell'anno, fosse davvero impetuosa, allora La Fedreal Reserve e l'austero Greenspaan potrebbero decidere una politica aggressica verso gli stimoli eccessivi all'espansione del ciclo economico. In quel caso, cioè in presenza di uuna eventuale politica monetaria restrittiva, paradossalmente gli indici di Borsa tornerebbero negativi. Infatti, come è da sempre tradizione, gli investitori americani non vanno mai contro la FED. Si tratta in questo caso di uno dei tanti e complicati ragionamenti speculativi, che spesso sfuggono ai semplici risparmiatori, ma determini gli andamenti contingenti del mercato. Bisogna allora augurarsi una ripresa economica mondiale a partire dall'estate 2001. Ma bisogna anche augurarsi che la locomotiva mondiale non traini troppo e deragli.