Si chiacchiera molto a proposito e a sproposito della congiuntura americana. Nessuno è in grado di prevedere se e quando spirerà tempestoso il vento della crisi. Per quanto riguarda Internet, il buio è pesto. Prendiamo, ad esempio, l'inquietante ultima copertina dell'Economist, che chiede angosciosamente: c'è vita sul pianeta e-commerce?. Negli ultimi tempi si leggono quasi solo notizie di clamorosi e inaspettati fallimenti, di ridimensionamenti vistosi della forza-lavoro, di tentativi difficoltosi di dismissione. Il modello di business dei portali sembra dover cambiar pelle. E rapidamente. Il commercio elettronico fa fatica a partire. Anche perché non si è ancora capito bene come rendere remunerativo il traffico su Internet. Soprattutto non si è chiarito come e cosa vendere sulla grande Rete.
L'incertezza regna sovrana e molti titoli tecnologici scontano la confusione degli operatori finanziari. Un azienda modello come la celeberrima Amazon è in coma profondo. Amazon.com rischia una contrazione del credito nella seconda metà del 2001, a causa dei bassi volumi del capitale circolante: gli investitori dovrebbero pertanto continuare a evitare i prestiti obbligazionari convertibili della società internet, secondo uno studio di Lehman Brothers. Tutto ciò tradotto in pillole significa che le merchant bank n hanno perso fiducia e vedono nero nel futuro di Amazon. La società americana ha del resto mandato a casa 1.400 persone. Inoltre, con una procedura insolita e poco ortodossa, premiava i dipendenti che si impegnavano a non parlare male della gestione della società. In pratica predicava che i panni sporchi fossero lavati in casa. Un segnale orrendo da dare al mercato! Il downgrade del titolo da parte degli analisti è una conseguenza inevitabile. Per il fondatore di Amazon, il brillante Jeff Bezos, ex uomo dell'anno 1999, secondo l'autorevole rivista Time si tratta del canto del cigno? Un altro caso clamoroso di fallimento dell'e-commerce è rappresentato dalla crisi, pare irreversibile, di Etoys, il gigante del giocattolo online. A gennaio Etoys aveva gia' licenziato 700 dipendenti su 1.000. Adesso dichiara drammaticamente di avere liquidità sufficiente fino al 31 marzo e che non potrà andare avanti senza nuovi fondi.Il sito americano di vendita online di giocattoli ha annunciato il licenziamento dei 293 dipendenti rimasti e la probabile chiusura dell'attività in aprile. Etoys sta cercando una soluzione strategica assieme alla banca d'affari Goldman Sachs. Gli economisti ci avevano avvertito. Le mirabili e progressive sorti della New economy saranno lastricate di vittime. Ce ne siamo accorti.