Il Nasdaq continua a scendere: ora è sotto i 1.970 punti. Anche il Dow Jones non resiste alle cattive notizie e all'incertezza e cede intorno ai 200 punti, il 2% rispetto a venerdì. Una caduta senza freni per le Borse americane. Che dopo un venerdì nero (con il Nasdaq a -5,3% e il Dow a -2%) stanno vivendo un lunedì, se possibile, ancora peggiore. Il Nasdaq ha rotto ogni resistenmza e ha travolto definitivamente quota 2.000 punti. Una soglia psicologica davvero importante, che era riuscita fino ad oggi a resistere agli attacchi dell'Orso. La discesa ha toccato in questi minuti i 1.950 punti, perdendo il 5% dalla chiusura di venerdì. Il Dow Jones non se la passa meglio, cedendo oltre 200 punti, ovvero più del 2%, con l'indice che ormai sta per rompere anche la soglia dei 10.400 punti. E pensare che soltanto giovedì sembrava poter raggiungere agevolmente gli 11 mila punti. L'indice hi-tech ha consumato un rovinoso balzo indietro nel tempo, di almeno 27 mesi, prima della grande fase di sviluppo che aveva reso il Nasdaq la Borsa a maggiore crescita al mondo. Dai massimi di un anno fa, l'indice hi-tech ha perso il 60% del suo valore di capitalizzazione. Con il crollo di oggi il periodo nero rischia di passare alla storia come la peggiore fase di discesa della storia del Nasdaq (che, vale la pena ricordarlo, ha appena archiviato la peggiore annata dei suoi 30 anni di vita).
A questo punto - secondo gli analisti - può arrivare anche in giornata fino a quota 1.800.
Sul listino tecnologico affonda Cisco che venerdì, dopo la chiusura del mercato, ha annunciato il taglio di 8 mila posti di lavoro. Ora cede più dell'8%. Pesantissimi tutti i titoli legati a Internet e quelli delle telecomunicazioni. Nemmeno i titoli farmaceutici e gli alimentari, tradizionale rifugio nelle situazioni di ribasso, sono riusciti a reggere l'ondata di piena delle vendite e mostrano pesanti arretramenti. In controtendenza pochissimi titoli del settore minerario.