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 INTERNET DEPRESSION
la copertinaA differenza della maggior parte degli economisti e dei giornalisti economici, io prendo sul serio l’idea chegli Stati Uniti abbiano una “nuova economia” e che essa non sia soltanto una versione rinvigorita della vecchia economia industriale. Credo nella capacità di Internet e della rivoluzione informatica di trasformare le nostre vite. Dall’inizio della rivoluzione industriale, ogni secolo ha avuto una crescita più rapida del precedente, e il nostro non sarà diverso. I nostri figli vivranno meglio di noi e, malgrado i dubbi sul futuro della previdenza sociale, i baby boomer potranno andare in pensione senza problemi e vivere agiatamente. E con un po’ di fortuna, la New Economy si estenderà anche al resto del mondo. Ma come ho scritto su «Business Week» nel 1998, «la New Economy non ha mai voluto dire cieli sempre sereni» . Ci sono buone probabilità che il boom della New Economy sarà seguito da un periodo di bassa congiuntura. Se i responsabili delle politiche non adotteranno le misure adeguate, la bassa congiuntura potrebbe trasformarsi in una Internet Depression, un periodo prolungato di stagnazione durante il quale i progressi economici degli ultimi anni andranno perduti. È importante tenere in conto questa fosca possibilità. Da qui questo libro.
Uno dei miei obiettivi è contrastarel’autocompiacimento dei due gruppi di persone che sarebbero propensi a non intervenire e a non fare nulla nel momento in cui dovesse concretizzarsi l’Internet Depression. Uno è quello degli economisti scettici, ancora convinti che la performance dell’economia USA negli anni Novanta sia stata solo uno “shock” tecnologico temporaneo e irrepetibile. Questi scettici ostinati saluterebbero un’eventuale recessione come un ritorno alla normalità. L’altro gruppo è quello di chi crede fermamente nella capacità della rivoluzione informatica di sconfiggere il ciclo economico ed è convinto che le nuove tecnologie implichino una crescita continua. Entrambe le parti sono, a modo loro, pericolosamente in errore.
Un altro obiettivo del libro è aiutare il comune investitore, il normale dirigente d’azienda o il semplice lavoratore a capire cosa succede quando l’economia rallenta. Le decisioni assunte in fase di recessione – acquistare o vendere, investire o aspettare tempi migliori, saldare i debiti o continuare a spendere – avranno un impatto decisivo nel determinare chi prospererà negli anni a venire. Infine mi piacerebbe dare qualche speranza per il futuro. Se e quando la Internet Depression colpirà con tutta la sua forza, sembrerà che la New Economy sia stata solo un miraggio. Ma la New Economy è qualcosa di molto concreto e quando la crisi sarà passata – fra un anno, fra cinque o fra dieci – tornerà il sereno.
Dopotutto, l’economia statunitense si è ripresa perfino dalla Grande depressione, e le persone cresciute nei duri anni Trenta hanno tirato su le loro famiglie negli anni Cinquanta e Sessanta, l’età dell’oro del capitalismo americano. Con un po’ di fortuna e le scelte politiche giuste, tutto questo potrebbe succedere di nuovo.

  di Igino Domanin
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   data: 27 mar 2001 protezione contenuti: assente Aiuto  

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