Dopo timidi e inconsistenti tentativi è finalmente arrivato il sospirato rimbalzo tecnico. Quello vero. Cioè caratterizzato da una repentina e spettacolare impennata. Il Nasdaq, ad esempio, che stava affondando sotto quota 1500, si è improvisamente risvegliato, facendo segnare in una sola seduta un rialzo superiore al sei per cento e superando di prepotenza la barriera dei 1800 punti. Valicando così di nuovo una soglia che gli analisti ritengono importante sia sotto un profilo tecnico, che dal punto di vista puramente psicologico. La ripresa del Nasdaq sembra essere adesso più sostenuta. Mentre più incerto rimane secondo il parere di alcuni esperti il futuro prossimo del Dow Jones. Gli operatori penalizzano la old economy e tornano a puntare sull'Alta Tecnologia? E' troppo presto per dirlo. I rimbalzi violenti non indicano un'inversione del trend. Intanto monta il malumore tra gli operatori per la mancata spinta da parte della Banca centrale all'economia, che in questo momento, in assenza di fondati timori inflazionistici, dovrebbe raccogliere il testimone americano come locomotiva dell'economia mondiale. Il guaio è che non si intravede un allentamento dei tassi nemmeno a breve termine.
FUSIONE TOTALE
Grandi manovre su i tecnologici Tiscali continua a gettare le basi per crescere, e lo fa in sordina, ma in maniera decisa. L'altro ieri il Financial Times ha riportato voci di incontri tra i vertici di Tiscali e quelli di AOL Time Warner, colosso statunitense del settore media, per una possibile partnership in Europa. Ma AOL sarebbe addirittura interessata ad acquisire la società fondata da Renato Soru. La notizia è stata seguita ieri da quella che riguarda un accordo siglato da Tiscali con Juniper Networks.
I demiurghi dell'Euro Proprio come si temeva, la BCE ha deciso di sorprendere tutti, lasciando invariati i tassi, mentre il nostro listino ha continuato a fare peggio di tutti gli altri, rimanendo sotto pressione per tutta la seduta. Che un nulla di fatto sui tassi potesse emergere dall'attesa riunione quindicinale non stupisce più di tanto; questi comportamenti capricciosi della Banca centrale, che ha voluto negare un intervento altrimenti quanto mai opportuno, visto il rallentamento in atto anche nell'economia europea, sono ormai prevedibili, e nemmeno i mercati ne hanno fatto una tragedia.