L'euforia generata sui mercati azionari dalla mossa a sorpresa della Fed sui tassi di interesse USA trova i suoi motivi, in termini fondamentali, nelle rinnovate aspettative di tenuta del ciclo economico nel corso del 2001 e di una ripartenza su livelli più sostenuti entro la fine dello stesso anno. Sarà quindi importante trovare verifica di questo scenario già a partire da questa settimana, in cui viene pubblicato il dato sul PIL del primo trimestre. Nell'area Euro, tutti gli indicatori in uscita vengono interpretati in funzione del loro impatto sulle decisioni della BCE, tornata nell'occhio del ciclone per la sua immobilità pur a fronte di interventi forti da parte di tutte le altre principali Banche centrali. Le recenti dichiarazioni degli esponenti dell'Istituto, accoppiate alle recenti evidenze sui prezzi (in particolare il CPI di Marzo nell'area), rendono del tutto improbabile una mossa al ribasso sul refi rate in occasione della riunione del Consiglio direttivo di Giovedì. Infatti in Italia, dopo un paio di mesi di calma l'inflazione si rimette in moto. Le anticipazioni dei dati provenienti dalle città campione parlano chiaro e dicono che l'aumento tendenziale dell'indice dei prezzi al consumo supera la soglia del 3 per cento e si attesta al 3,1 per cento rispetto ad aprile dello scorso anno. Dai primi dati emerge che a spingere in alto i prezzi al consumo è stato l'aumento dei carburanti, determinato soprattutto dal dollaro, poiché il greggio si è mantenuto sostanzialmente stabile, e i primi rincari delle assicurazioni per le auto. A marzo si era registrato un aumento del 2,8 per cento gli analisti si attendevano un aumento della crescita dei prezzi al consumo dello 0,2 per cento su base mensile e del 2,9 per cento su base annua. Previsioni che si sono rivelate troppo ottimiste. Infatti la crescita media nelle città campione rispetto a marzo scorso è arrivata a +0,4 per cento, fatto questo che ha spinto oltre il 3 per cento l'aumento dell'inflazione tendenziale su base annua. Sulla base di quanto sta succedendo, ovvero di uno scenario rialzista dell'inflazione, cosa è lecito attendersi in Europa in materia di tassi e cambi? Giovedì è di nuovo il giorno della Bce: taglia o non taglia? Molti esperti dicono che non taglierà perché Duisenberg punta sulla crisi del dollaro e quindi a fare dell'euro una sorta di marco dei bei tempi. Cioè una moneta fortissima in mezzo alla sfascio della moneta americana.