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Come valutare la seduta di borsa alla luce dei risultati elettorali?
Inizialmente si è avuta una partenza difficoltosa per Piazza Affari anche per l'arretramento nello scrutinio dei voti, che ha impedito di diffondere dati definitivi su un'ampia percentuale di votanti.
Successivamente è avvenuto un recupero che ha portato il Mib30 quasi a raggiungere la parità dopo la diffusione dei dati sul Senato in cui il Polo aveva conquistato già 110 seggi al Senato (la camera in cui l'esito è maggiormente incerto) sui 172 assegnati.Piazza Affari è in linea con le altre borse europee e quindi in ribasso senza luna di miele, senza effetto euforia con Montedison che domina la giornata, drogato dalla speculazione ma povero di volumi alla vigilia dell'assemblea che deciderà le sorti dell'integrazione con Falck e l'assetto del potere bancario. Le Berlusconi Stock si muovono in territorio positivo ma senza particolari entusiasmi, a dimostrazione della cautela che grava ancora sui titoli che maggiormente sarebbero favoriti dalla vittoria del centro-destra; niente a che vedere comunque, per fare il paragone più recente, con le Bush stocks (le varie Microsoft ed aziende farmaceutiche) al momento della vittoria del candidato repubblicano. Cosa successe in Borsa dopo la vittoria di Berlusconi nel 1894? Nei 30 giorni successivi alla vittoria del Polo l'indice Comit salì del 16.5%. Se applicassimo tale valore al Mib30 dovremmo vedere l'indice delle blue chips a metà giugno ben oltre quota 46000. Appare difficile che nel contesto attuale possa realizzarsi una tale performance sia per la situazione delle borse internazionali che per la mancanza di un settore trainante. Certo, un'eventuale risoluzione del conflitto d'interessi in tempi rapidi potrebbe agevolare il recupero di Piazza Affari ma il problema di fondo è l'assenza di un acquirente credibile: non Murdoch, che sembra più interessato alla cessione di Stream che ad altro, non Colaninno, che fatica ad integrare Tmc con Seat, figurarsi con Mediaset. Solo questo secondo scenario potrebbe dare la spinta al nostro listino per un netto recupero anche se molteplici appaiono le eventuali problematiche a cominciare dall'approvazione dell'operazione dell'Authority di un'eventuale fusione Olivetti-Mediaset. Sono inoltre da tener in conto le difficoltà di un premier di centro-destra che si confronterà a livello europeo con colleghi di centro-sinistra, oltre al gap di credibilità per un conflitto d'interessi che si trascina ormai irrisolto da sette anni.
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