Dopo un periodo di qualche anno, durante il quale sembrava sparita, ecco far capolino, molto tristemente, l'antico e familiare spettro dell'Inflazione. Durante decenni di sottosviluppo assistenzialistico e di scala mobile a gògò, la crescita dei prezzi al consumo era stata l'indice che misurava la prossimità del Belpaese alle disastrate economie sudamericane. Più volte tra gli anni Settanta e Ottanta l'inflazione galoppava e scavalcava il limite pericoloso del 20% annuo. Il Partito Unico della Spesa Pubblica gaio e irresponsabile piegava i delicati meccanismi dell'economia keynesiana alle esigenze clientelari. Il popolo sopravvisse grazie al salvagente dei BOT. E sopravvisse bene, diventando complice delle scellerate consuetudini politiche nella gestione del bilancio statale. Finché un bel giorno i famigerati accordi di Maastricht imposero il risanamento finanziario, la riduzione dei tassi, la fine dell'Età aurea dell'Inflazione. L'Europa monetaria imponeva il rigore sui conti e il drastico controllo sull'inflazione. La politica deflazionistica ha così prodotto risultati notevoli anche in Italia, dove è finita col quasi eclissarsi. Ma adesso, anche per via dei venti di recessione che spirano da Oltroceano, si tornano a vedere degli inquietanti movimenti sul fronte dei prezzi al consumo. La spinta al rialzo sembra essere incrementata. C'è il rischio di un'impennata dell'inflazione? Torneranno i tempi dei governi democristiani marchiati dal carovita? IL Berlusca che atteggiamento prenderà rispetto alla necessità di tagliare le tasse e, soprattutto, riuscirà a impedire che l'idra inflazionistica rialzi la testa?
AMARCORD
L'Era dell'Inflazione
Clarence ricorda i tempi dell'inflazione selvaggia. Del carovita e del governo ladro. Dei governi Andreotti e Spadolini. Gli anni bui della Repubblica in cui si conviveva spensieratamente col rincaro quotidiano dei prezzi. Tra i timori del Golpe e lo spettro di Weimar. L'Amarcord economico-finanziario di Clarence.
Lo scenario della Finanza Negli Stati Uniti i mercati sono stati caratterizzati da un' altra settimana di alta volatilità sulla scia di ulteriori profit warning (nelle ultime settimane sono oltre 600 le società che hanno lanciato un allarme-utili) e sugli aumentati rischi di credit crunch. Le prese di beneficio si sono così scatenate sui principali protagonisti del settore finanziario. Lo scenario secondo gli analisti.