Negli Stati Uniti i mercati sono stati caratterizzati da un' altra settimana di alta volatilità sulla scia di ulteriori profit warning (nelle ultime settimane sono oltre 600 le società che hanno lanciato un allarme-utili) e sugli aumentati rischi di credit crunch. Le prese di beneficio si sono così scatenate sui principali protagonisti del settore finanziario. A livello settoriale dobbiamo invece registrare il buon recupero fatto registrare dai titoli telefonici dopo le forti correzioni degli ultimi mesi (guadagni superiori al 15% hanno registrato AT&T e Worldcom). Da registrare il forte balzo di Xerox dopo che Ge Capital le ha concesso un prestito da USD 435 ml. Nel settore aereo American Airlines ha lanciato un' offerta amichevole sulla TWA (la quale, nel frattempo, ha presentato al Tribunale fallimentare istanza per ottenere l' amministrazione controllata) che, se andrà a buon fine, determinerà la scomparsa del prestigioso marchio TWA. Debole Yahoo dopo l' annuncio del profit warning per i minori introiti pubblicitari nel 2001.
La settimana sui mercati europei è iniziata con la forte correzione dei titoli telefonici guidati da Vodafone che, in una sola seduta ha perso più del 6% dopo che Hutchison Whampoa ha dichiarato di voler vendere le obbligazioni convertibili Vodafone in suo possesso.
Penalizzata anche France Telecom, nonostante l' annuncio della imminente quotazione di Orange, che porterebbe nelle casse della compagnia francese più di 7 miliardi di euro. La negatività delle borse europee è continuata con i dati sulle vendite di cellulari da parte di Nokia. Il più importante produttore di telefoni cellulari ha riportato vendite per 128 milioni di unità nel corso del 2000 con una crescita del 64% A/A, contro previsioni degli analisti di circa 140 milioni. Ancora una volta hanno prevalso i timori che la crescita, sebbene consistente, non sia in grado di compensare la discesa dei prezzi e dei margini. La performance negativa di Nokia ha guidato al ribasso tutto il comparto degli "handset", Ericsson, Motorola e Siemens, anche se le prospettive per quest' ultima sembrano migliori. Da segnalare l' importante Opa da parte della francese Lafarge sulla britannica Blue Circle che darà vita al leader mondiale nel settore del cemento per capacità produttiva. L' operazione potrebbe essere il preludio ad ulteriori operazioni di consolidamento. In seguito al ridimensionamento delle commesse da parte del Ministero della Difesa un brutto scivolone è stato registrato dal colosso aeronautico britannico Bae Systems.
In Giappone il mercato ha continuato nella fase di tendenziale indebolimento che ha riportato il Nikkei sui livelli dell' ottobre del 1998.A pesare, oltre alla situazione di generale incertezza nella quale si muovono i mercati internazionali, elementi endogeni come la persistente debolezza della domanda interna, il calo della produzione industriale ed il fenomeno della vendita delle partecipazioni incrociate in vista della chiusura del bilancio fiscale (31/03/2001). La debolezza dello Yen, se da un lato favorisce le imprese export oriented potrebbe far venir meno gli acquisti da parte di investitori esteri. A livello societario da rimarcare il forte calo di Japan Tobacco e NTT sulle voci di un prossimo collocamento di azioni sul mercato (entrambe le società sono ancora prevalentemente in mano pubblica). Fra le società maggiormente penalizzate dalla vendita di partecipazioni incrociate da segnalare Toyota Motor ed i più importanti gruppi bancari (Bank of Tokio Mitsubishi, Sanwa Bank, Sakura Bank) su quest' ultimi gravano inoltre i timori di ulteriori perdite su crediti e di nuovi fallimenti societari. Pesante anche il calo di Ajinomoto una delle principali società alimentari del Paese per problemi nelle vendite in Indonesia. Fra i pochi titoli in fase ascendente rimane Sony sulle aspettative di vendite superiori al previsto della famosa consolle per videogiochi Play Station 2.
Sul mercato italiano abbiamo assistito ad una prima parte della settimana difficile per il comparto delle utilities e per quello assicurativo. In particolare, pesante il calo sofferto dalla municipalizzata milanese AEM in seguito alle riduzioni tariffarie approvate dal Governo e alle difficoltà sofferte da E.Biscom. Anche il colosso energetico Enel si è allontanato dal prezzo di collocamento scendendo al di sotto dei 4 Euro mentre si fanno insistenti le voci di un' imminente 2° tranche. In recupero il settore telefonico e quello dei media che sono risaliti dai minimi. In buon rialzo Tiscali dopo l' annuncio dell' acquisizione dell' ISP francese Liberty Serf che proietta la società italiana al 2° posto in Europa alle spalle di T-Online. Molto volatile il titolo dell' Eni sugli sbalzi del prezzo del petrolio e sulle indiscrezioni della dismissione da parte del Governo di una quota vicina al 5% del capitale. Sotto pressione STMicroelettronics per i timori dell' imminente dismissione della propria quota (11%) da parte di France Telecom.
L' andamento evidenziato dai mercati nel corso della settimana sembra indicare che il clima di forte pessimismo e sfiducia stia pian piano mutando per lasciare spazio ad un atteggiamento di maggiore positività. Il fatto che, in un numero sempre maggiore di casi, all' allarme utili non abbia corrisposto una forte contrazione dei corsi ma addirittura un rimbalzo, ci porta a presumere che i prezzi incorporino già buona parte delle revisioni al ribasso in termini di fatturato, margini ed utili previste per i prossimi trimestri. La volatilità rimarrà comunque alta fino alla prossima riunione della Fed prevista per la fine del corrente mese.
L' opinione diffusa è che sia necessario un ulteriore taglio dei tassi seguito da una mossa analoga da parte della BCE nelle settimane successive. Per quel che riguarda l' Italia data la natura maggiormente difensiva del nostro mercato, siamo portati a pensare che il recupero dei corsi avvenga in misura meno marcata rispetto ad altri mercati Europei e a quelli statunitensi. Operativamente consigliamo di mantenere un atteggiamento prudente anche se si potrebbe iniziare una rotazione di portafoglio, alleggerendo le posizioni sui titoli bancari ed assicurativi (in special modo su quelli più esposti nel ramo danni) in favore dei titoli telefonici e dei media, anche se per quest' ultimo comparto è consigliabile assumere un atteggiamento molto selettivo.