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 ULTRALIBERISMO
Ronald ReaganPassate è la tempesta, e loro stanno tornando, si preparano a dare battaglia, alzano la voce. Finalmente il lungo esilio intellettuale cui la realtà dei fatti li aveva condannati è alle spalle, ora molti sono pronti ad ascoltarli, in posti che contano. A Roma, oltre che a Washington, per esempio.
Loro sono i lafferiani, cioè i sostenitori della teoria del professore californiano Arthur Laffer che, con indubbia ispirazione, un giorno in un bar, sul finire degli anni settanta, ne pose i fondamenti scientifici, disegnando la famosa curva su un tovagliolo di carta - almeno così sostengono i maligni.
The supply side economics is back. Essa, in sintesi, afferma che un taglio delle aliquote di imposta sul reddito spinge gli individui a lavorare di più, ma nonostante ciò, il totale delle entrate fiscali aumenta poiché si produce più reddito.
Ma la vera essenza della supply side economics non sta in ciò che è, ma in ciò che esclude. Nessuna persona di buon senso oserebbe negare che una tassazione elevata danneggi la crescita economica o che in economia l'offerta non abbia importanza. Ma per i supply-siders è solo l'offerta a contare. Per esempio, la recessione, secondo loro, non ha nulla a che fare con l'inadeguatezza della domanda, né un abbattimento dei tassi di interesse potrebbe giovare. Ritengono che tutti gli insuccessi dell'economia siano prodotti da un aumento dell'imposizione, tutti i successi siano figli di una riduzione. Il taglio delle tasse è quindi sempre una buona idea, qualunque sia lo stato dell'economia e dei conti pubblici.
Troppo bello per essere vero. Però, per anni, gli economisti dell'offerta avevano rinfacciato agli scettici la ripresa economica seguita ai tagli fiscali del presidente Reagan nei primi anni ottanta come prova inconfutabile della bontà delle loro idee. Ma, appunto, la realtà dei fatti si premurò di smentirli: il previsto aumento delle entrate fiscali si rivelò infatti ampiamente insufficiente e gli Stati Uniti accumularono in breve tragici deficit pubblici che costrinsero le amministrazioni successive - da quella repubblicana di Gorge Bush padre a quella democratica di Clinton - ad aumentar nuovamente le tasse. Questo orientamento, che secondo i lafferiani, avrebbe distrutto l'economia ha invece, come sappiamo, favorito la strabiliante crescita economica degli ultimi anni. Che, fra l'altro, ha anche colmato la voragine aperta nei conti pubblici dall'applicazione delle prescrizioni della supply side economics.
Perché allora, nonostante non esista alcuna evidenza in suo favore, la supply side economics è tornata in auge? Le risposte possono essere molteplici, le due più convincenti riguardano il supporto che essa ha dalle classi più abbienti e, forse ancora più importante, il messaggio morale della sua furbesca semplicità.
La ricerca economica, nonostante la centralità che riveste nel dibattito politico, non ha molti fondi a disposizione. Ciò implica, che con uno sforzo finanziario relativamente modesto, coloro i quali traggono maggiore giovamento da un indifferenziato taglio delle tasse - i ricchi - siano in grado di supportare un gran numero di istituti di ricerca, giornali e mezzi di informazioni, dedicati a promuovere la dottrina economica che desiderano.
La seconda motivazione riconosce nella semplicità dell'impostazione proposta dai lafferiani il suo punto di forza. In effetti, la situazione economica condiziona direttamente la vita di tutti gli individui, per cui ognuno desidera averne un'opinione. Purtroppo l'economia spiegata dai libri di testo è noiosa e difficile. E' molto rassicurante quindi sentirsi dire che tutte quelle cose astruse sono irrilevanti: ciò che basta sapere sono alcune semplici idee relative al potente effetto della riduzione delle tasse. Vera manna per l'orecchie: meno tasse e più crescita, un doppio dividendo, come si dice. Il mio interesse privato verso una bassa imposizione è funzionale anche rispetto al più generale interesse pubblico, un miglioramento paretiano, un gioco a somma maggiore di zero, dove tutti guadagnano.
La semplicità, dicevamo; ma anche la legittimazione morale: pagare meno tasse non solo per me, ma anche per lo stato. Non importa, quindi, il senso della supply side economics, perché, come instancabilmente ci ricordano i suoi sostenitori con tutte le - tante - armi che posseggono, la relazione "meno tasse - più crescita" è buona per tutto, anche per tacitare gli eventuali scrupoli dei soliti inguaribili diffidenti.
Qualcuno diceva che le idee si diffondono come i virus: non c'è bisogno che siano buone, o intelligenti, o giuste, basta che esista il veicolo per la loro propagazione. La supply side economics dispone di eccellenti mezzi di diffusione e forse questo spiega il suo riemergere qua e là, soprattutto dove i suoi paladini hanno una voce tanto insistente da essere assordante

a cura di: Soldionline

  di Igino Domanin
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   data: 22 mag 2001 protezione contenuti: assente Aiuto  

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