Continua la ridda di voci sul comportamento che i due reggitori delle sorti monetarie del pianeta terranno nei prossimi mesi . L'arzillo Greenspan, astuto nume tutelare del Dollaro, ha da mesi innestato una spirale ribassista sui tassi. Vuol diminuire rapidamente, a colpi di micro-aggiustamenti successivi, il costo del denaro e ridare ossigeno alla boccheggiante economia U.S.A., affaticata da una corsa decennale e da una crescita tumultuosa. Nonostante la discesa continua dei tassi, non è ancora chiaro se gli Stati Uniti saranno, già dal prossimo semestre, in grado di risalire in fretta la china. Nel suo ultimo intervento pubblico, Greenspan ha fatto capire che ci sono ancora molte ombre sull'economia americana e che non è detto che la situazione non possa ulteriormente peggiorare. In ogni caso, ha aggiunto il demiurgo del Bigliettone verde, la Federal Reserve è pronta ad abbassare ancora il costo del denaro, se questo dovesse rendersi necessario. Duisenberg è dubbioso. La Bce frena sulla riduzione dei tassi, mentre gli americani incalzano. Se l'economia europea dovesse cedere e rallentare considerevolmente, allora Duisenberg sarebbe costretto a mollare le posizioni, e ridurre il costo del denaro anche lui. Siamo in presenza di un trend inarrestabile di discesa dei tassi? E' presto per dirlo, ma in Europa è prevedibile un taglio. Anche a breve.
FED
Alan il Salvatore
Fed Funds dal 6,50% al 4,00% in meno di 6 mesi. Due dei cinque interventi da 50 point basis l'uno Non c'è che dire: negli USA è stata decisa una politica monetaria espansiva dalla eccezionale tempestività e portata.Greenspan ha sempre dichiarato di non essere interessato a risollevare le sorti dei mercati finanziari. Può essere vero, anche se in America economia reale e borsa sono legati a doppio filo: la capacità di acquisto presente e futura dei consumatori d'oltre oceano, a differenza di quella di noi europei, non può prescindere dall'andamento del Dow Jones e del Nasdaq.
Wim, l'enigmatico Il trattato di Maastricht ha delineato l'autorità monetaria più indipendente del mondo: la Banca Centrale Europea. Essa, infatti, gode di piena indipendenza dal potere politico e di piena autonomia nel governo degli strumenti della politica monetaria. Tradizionalmente, la letteratura economica ha espresso un ampio consenso sulla necessità dell'indipendenza delle banche centrali: diversi studi hanno dimostrato che esiste una relazione inversa fra tasso medio di inflazione e grado di indipendenza dell'autorità monetaria.