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 DUISENBERG, L'ENIGMATICO
BCEIl trattato di Maastricht ha delineato l'autorità monetaria più indipendente del mondo: la Banca Centrale Europea. Essa, infatti, gode di piena indipendenza dal potere politico e di piena autonomia nel governo degli strumenti della politica monetaria. Tradizionalmente, la letteratura economica ha espresso un ampio consenso sulla necessità dell'indipendenza delle banche centrali: diversi studi hanno dimostrato che esiste una relazione inversa fra tasso medio di inflazione e grado di indipendenza dell'autorità monetaria. Una banca centrale - si dice - deve salvaguardare gelosamente la propria "credibilità". Se i mercati sospettano che non è completamente indipendente sia l'inflazione di lungo periodo che il costo del suo controllo saranno più elevati.
Questo è sicuramente un punto di vista plausibile. I politici hanno sempre cercato di sfruttare il trade-off di breve periodo fra inflazione e disoccupazione, anche nella consapevolezza che questa scorciatoia porta, nel lungo periodo, a un risultato occupazionale non migliore con un'inflazione più elevata.
Tale consenso circa l'assoluta indipendenza della banca centrale incomincia però a mostrare qualche incrinatura sia sotto il profilo teorico che sotto quello politico.
La questione teorica presenta due problemi. In primo luogo viene messa in discussione la correlazione stessa fra indipendenza della banca centrale e controllo dell'inflazione; secondariamente, anche se tale correlazione fosse effettivamente verificata, ciò non determinerebbe automaticamente la incondizionata credibilità dell'autorità monetaria.
La verifica della correlazione indipendenza-bassa inflazione dipende dalla definizione attribuita al concetto di indipendenza, che in tutti gli studi che ne hanno evidenziata l'esistenza è sempre variato. Un'analisi storica di tali studi, condotta da James Folder dell'Università di Oxford, evidenzia come le definizioni di indipendenza utilizzate siano scelte in modo da enfatizzare la supposta correlazione; scegliendone altre, la correlazione sparisce.
Per quanto riguarda il secondo problema, l'ortodossia economica che sostiene che (a) l'indipendenza aumenta la credibilità e (b) la credibilità riduce i costi del controllo dell'inflazione, non è del tutto corretta. Innanzitutto, l'indipendenza non sembra aumentare la credibilità: se così fosse ci si attenderebbe una grande rigidità nella determinazione dei salari e dei prezzi nominali che rifletterebbe la fiducia nel successo dell'autorità monetaria nel controllo dell'inflazione. Secondo un'analisi condotta dall'economista Posen dell'Institute for International Economic su 17 paesi OCSE utilizzando dati che vanno dal 1950 al 1989, tale situazione non si è verificata. Anzi lo studio in questione evidenzia addirittura che l'indipendenza sembra aumentare i costi del controllo dell'inflazione.
Probabilmente più significativo è il dubbio avanzato sul versante politico. A tale proposito è estremamente interessante l'intervista che Joseph Stigliz, capo dei consiglieri economici dell'ex presidente Clinton, nonché vice-presidente e economista capo della World Bank dal 1997 al 2000 ha rilasciato a "Il Mondo" del 27 marzo 1998. Di seguito sono riportate alcune sue affermazioni.
Io continuo a ritenere che le banche centrali debbano rimanere in una certa misura indipendenti. Ma allo stesso tempo che debbano essere più sensibili al processo democratico e rispondere al parlamento del loro operato come fa il governo. Oggi le banche centrali hanno un'importanza ancora maggiore del passato: i governi possono usare meno la leva fiscale perché devono rispettare politiche di bilancio sempre più severe, ed è rimasta la leva monetaria per regolare l'economia.
Nelle riunioni del board della Fed si discute di due variabili chiave come l'inflazione e la disoccupazione, ma non c'è una sola persona che rappresenta chi lavora. Penso che attraverso una selezione politica del consiglio si possa ottenere una rappresentanza più estesa. Oggi invece è facile osservare come gli organismi decisionali rappresentano soprattutto il mondo finanziario, in particolare negli Stati Uniti.

  di Igino Domanin
gli stessi argomenti su:  il Nuovola Repubblica
   data: 25 mag 2001 protezione contenuti: assente Aiuto  

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