La bufera sui titoli tecnologici continua a soffiare senza tregua. Appare chiaro agli osservatori economici e finanziari di tutto il mondo che si è reso necessario un profondo ripensamento dei modelli di business soggiacenti alle attività speculative che gravitano intorno ai new media e, in particolare, a Internet. Infatti, mentre i flussi di reddito provenienti da pubblicità e vendita di contents continuano a latitare, i costi di gestione al contrario diventano sempre più alti. Perciò gli uomini della New economy tremano. I manager del marketing e gli investitori si fanno impazienti. Ci sono due fattori fondamentali di crisi: Il primo consiste nella confusione provocata dalla proliferazione di device e relativi standard tecnologici. Una massa enorme di cellulari, palmari, congegni wireless, pocket pc- ha invaso il mondo generando incompatibilità di standard, spesso poco funzionali e difficili da comprendere, a causa del loro funzionamento sofisticato, da parte dell'utente. Il secondo aspetto della crisi è dovuto alla frammentazione culturale- l'ostinato localismo delle tradizioni linguistiche ed etniche, che non consente una produzione di contenuti omogenea e, quindi, non consente di comprimere i costi della loro produzione. In Europa, ad esempio tutti i grandi Portali hanno dovuto costituire redazioni differenti nei differenti contesti nazionali, creando strutture costose e poco redditizie. Risultato: molti grandi brand sono in crisi. Alcuni chiudono. Il caso più clamoroso è la decisione di Excite di smantellare tutte le sue divisioni europee. Ad eccezione di Excite.it recentemente acquisito dall'onnivoro Renato Soru di Tiscali. L'intrepido tycoon sardo intanto si prepara debuttare sul Nouveau Marché francese, continuando così la sua marcia verso la conquista della leadership nel settore europeo dell'ISP. Clarence vi racconta inoltre cosa sta succedendo in casa di due illustri player della New Economy. Ecco le magagne e le difficoltà, ma anche le strategie di rilancio, di due importanti società: L'Espresso e E.Planet.
L'ESPRESSO
Cattive acque
Il Gruppo Editoriale l'Espresso ha vissuto negli ultimi mesi un periodo molto difficile. Prima i timori per la riduzione degli introiti da pubblicità che hanno preoccupato tutto il comparto, poi i dati di bilancio "appesantiti" dai 180 miliardi di perdite di Kataweb, hanno portato il titolo editoriale a perdere posizioni, sino alle attuali quotazioni intorno ai 4,30 euro. Un nodo che il gruppo dovrà sciogliere è quello di Kataweb, la cui quotazione in Borsa, come è noto, è stata rinviata sine die.
Sul filo del rasoio E.Planet dopo il -15% anche oggi registra una secca flessione. Il titolo passa di mano a 15,6 euro (-3,13%) che rispetto al prezzo di chiusura della settimana scorsa segna un arretramento di poco inferiore al 20%. Come già notato ieri il mercato sta bocciando il piano di salvataggio della società con vendite massiccie. Nel corso della seduta il titolo è arrivato a essere scambiato a 14,48 euro nuovo minimo storico distante oltre l'80 % dagli 80 euro del collocamento.