Scrivete al cardinale Giordano. Non vi risponderà mai, perché sta facendo altro. Sono moltissime le lettere che i fedeli della diocesi napoletana hanno inviato al cardinale immobiliare. Il quale, pare, non ha mai risposto ad una missiva che sia una. Niente, nisba, neppure un bigliettino di auguri scritto dall'ultimo dei suoi segretari. Evidentemente il prelato non ha molto a cuore la cura spirituale dei suoi fedeli, o forse è intento a fare altro. Ecco alcune delle lettere incriminate.
Siamo un gruppo di amici che dal lontano 1968 sentiamo il bisogno e la gioia insieme, di incontrarci con na certa frequenza per scambiarci le nostre esperienze lungo il cammino di fede che abbiamo fatto e stiamo faticosamente facendo.
Ma quanto ci è costato e quanto ci costa ancora! Quanta incomprensione da parte Vostra e quanti calici amari abbiamo bevuto! Possiamo considerarci gli indomiti del precariato cristiano, sbattuti di qua e di là da una chiesa all'altra senza mai poter tirare il fiato. Quanto è amaro sentirsi "ospiti" nella casa del Padre".
30 ottobre 1988 - A firma di 30 persone.
Confesso che sono rimasta molto delusa nel constatare che le nostre ripetute richieste di udienza non hanno avuto riscontro. Ho saputo che P. Antonio Maione è già stato ricevuto da Lei e che un'altra udienza gli sarà concessa il 13 dicembre p.v. insieme al parroco P. Vincenzo Branno. Il mio timore è che i poveri laici vengano informati delle decisioni prese "a cose fatte" che potrebbero non essere di loro gradimento.
24 novembre 1988 - Rosetta Speranza
"Quello che preme farVi capire è che noi siamo adulti, maturi, responsabili; non siamo più degli studentelli infervorati di un tempo. Sentiamo l'obbligo, non solo il dovere, di crescere e di far crescere, travolgendo, se del caso, qualsiasi ostacolo si frapponga ad essa. Perciò sentiamo il dovere di dirVi che sarebbe un grosso errore pensare di togliere "le castagne dal fuoco" come allora (Rif. articolo in data 1971 sulla vicenda di Padre Maione e della comunità si S. Maria dell'Aiuto).
Così pure sarebbe un grosso errore far finta di nulla, come allora,. A proposito, c'è qualcuno fra noi che aspetta ancora una risposta da vent'anni. Sarà solo colpa della Poste Italiane?
Noi riteniamo che il problema vada risolto qui, ora e subito. Per questo, anche a costo di apparire arroganti, Vi rinnoviamo l'invito fatto allora; cioè di venire a rendervi conto di persona della nostra Comunità".