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 L'OFFICINA DELLA FEDE
Michele Giordano"Vai fratello, e non evadere più". Chissà se il lapsus sarà scappato a qualche volta al cardinale Giordano in sede confessionale. Proprio lui, il prelato più predisposto a cadere in tentazione, almeno a giudicare dagli atti che il procuratore Cordoba sta intentando contro di lui in questi giorni, chiedendone persino il rinvio a giudizio. Un libro di notevole interesse per conoscere più a fondo le tentazioni liturgiche di Giordano è in circolazione già da alcuni anni. Si intitola I mercanti del Vaticano, di Michele Guarino. Ecco qualche esempio non proprio, come dire, ortodosso: «Nell'ottobre del '95 la Procura di Napoli mette sotto inchiesta la Curia e i 380 luoghi di culto sparsi nel capoluogo campano e negli immediati dintorni. Tredici chiese senza che sia stata richiesta l'autorizzazione della Soprintendenza per il cambio di destinazione d'uso hanno infatti mutato attività: al loro interno non si celebrano più funzioni religiose, ma vi si riparano automobili, vi si commerciano oggetti e chincaglierie, oppure fungono da depositi, da posteggi, oppure vi si pratica ginnastica a suon di musica...» E ancora: «I magistrati della Procura napoletana che si occupano dello scandalo ipotizzano i reati di abuso d'ufficio e interesse privato, e hanno iscritto nel registro degli indagati anche il nome di monsignor Raffaele Petrone, economo della Curia partenopea. Al procuratore capo perviene una lettera di protesta firmata dal cardinale Michele Giordano, il quale difende a spada tratta l'operato della Curia: chiede addirittura la sospensione dell'indagine, definita "un' iniziativa senza precedenti, che contrasta con princìpi e norme della vigente legislazione concordataria".» La replica del magistrato che si occupava dell'inchiesta non si è fatta certo attendere: «Non è vero che sia stato violato il Concordato. I beni culturali della Chiesa sono infatti sottoposti alla giurisdizione italiana. La Curia è stata avvisata con largo anticipo della nostra iniziativa e la forza pubblica che accompagnava i periti è sempre stata nei luoghi di culto dopo aver ricevuto il consenso delle autorità ecclesiastiche. Il cardinale queste cose le sa bene. E dovrebbe sapere anche che, fino a pochi mesi fa, l'economo della Curia ha riscosso i canoni d'affitto per quelle chiese trasformate in officine».
Anche il grande business è entrato nella Curia di Napoli. Sempre secondo Guarino, «nell'ottobre del '97 la Curia si è associata alla Fiat Engineering, Banca di Roma, Banco di Napoli e Credicop per la realizzazione dell'Interporto campano di Nola. Un investimento divino di 300 milioni che in futuro darà buoni frutti: entro il 2000 infatti si prevede che l'Interporto diventerà uno degli snodi più importanti del traffico-merci in Campania».
Se a tutto questo aggiungiamo anche la recentissima accusa di tentata evasione fiscale, possiamo ben dire che Giordano ha davvero la stoffa dell'affarista. E' soltanto un pochino sfortunato, ecco tutto...

  di Stefano Porro
gli stessi argomenti su:  Corriere della Serail Nuovola Repubblica
   data: 18 lug 2001 protezione contenuti: assente Aiuto  

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