La finanza si appresta ad andare in vacanza. I risparmiatori sono reduci da una stagione recente particolarmente infelice e sfortunata. E si chiedono: il secondo semestre del 2001 riuscirà a invertire la tendenza sfigata di quello precedente? Soprattutto, in questi casi, conviene comprare ancora, in forza dei prezzi meno cari e delle prospettive di rialzo, oppure rimanere prudenti e, addirittura, alleggerire il proprio portafoglio. Clarence vi racconta lo scenario estivo per meglio chiarirvi le idee.
Si avvicina un taglio dei tassi anche in Europa, nonostante l'ostinato immobilismo della Banca
Centrale? E' quello che si spera, almeno a giudicare dai segnali che giungono dall'economia: ad una
continua discesa dei livelli di attività e della fiducia degli imprenditori, ora finalmente si aggiunge anche una netta decelerazione dell'inflazione, con i prezzi al consumo fermi nel mese di luglio in Italia (e in rallentamento dal +3% al +2,8% su base annua) ed in ascesa in Germania, almeno nei Laender finora oggetto di osservazione, solo di un modesto 0,1%, cui corrisponde un'analoga crescita del 2,8% annuo (dal 3,1% precedente). · Le Borse europee sembrano comunque aver reagito positivamente a questi sviluppi potenzialmente positivi dal lato dei tassi e ieri, per la prima volta da lungo tempo, sono riuscite a comportarsi meglio delle omologhe americane (+0,6% il Dow Jones EuroStoxx, contro il -2% del Nasdaq ed il -1,6% dell'S&P 500).
Ma il peso degli allarmi sui profitti e dell'incertezza che avvolge ancora Wall Street – in pratica gli utili correnti si confermano ancora sotto enorme pressione mentre manca alcuna visibilità sul loro andamento futuro, almeno per tutti i due prossimi trimestri - si farà presto sentire anche da noi, tanto più se dai soliti commenti sibillini dei vertici della Banca Centrale emergerà di nuovo l'orientamento a mantenere stabili i tassi dell'area continentale. La vicenda Montedison, conclusasi con l'armistizio tra Mediobanca ed il gruppo Fiat, non sembra aver influenzato più di tanto l'andamento del nostro listino, anche se abbiamo l'impressione che d'ora in avanti saranno di nuovo i fondamentali ad avere la meglio sulle voci legate al presunto riassetto delle realtà della galassia (o ex galassia?) Mediobanca. Per la finanziaria i tempi sono decisamente cambiati; ma anche dopo la sconfitta nello scontro con Fiat forse, come d'altra parte è costume nel nostro Paese, verranno ora poste le basi per nuovi equilibri, diversi dai precedenti, ma comunque in grado di escludere colpi di mano non concordati nell'ambito dei nuovi assetti di potere. Rimangono forse ancora da risolvere i nodi delle banche – ma qui il ruolo chiave di Bankitalia rende difficile prevedere i possibili sviluppi, visto che spesso non rispondono alle logiche di massimizzazione del valore per gli azionisti degli istituti coinvolti – e quello del controllo di Olivetti, su cui a questo punto si concentreranno le residue mire della speculazione, sperando di far leva anche su prospettive migliori per l'intero comparto telefonico in Europa.
NUOVO MERCATO
Che fare?
La situazione dei mercati, sempre molto pesante, non accenna a mutare. L'economia mondiale stenta a ripartire, presumibilmente stagnerà ancora per i prossimi due trimestri, e le Borse sono un fedele specchio di questa situazione. Ma dopo gli ultimi scivoloni del Nuovo Mercato, è lecito chiedersi che cosa sia meglio fare
Sul filo del rasoio Gli strumenti finanziari che investono in titoli di Stato e in obbligazioni a medio e lungo termine, possono costituire una buona opzione nel caso si verificasse un prolungamento della fase negativa che caratterizza i mercati azionari.Un portafoglio correttamente diversificato dovrebbe, in linea di massima, contenere sempre una determinata percentuale di titoli a reddito fisso.