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 INVESTIMENTI SICURI
soldi Gli strumenti finanziari che investono in titoli di Stato e in obbligazioni a medio e lungo termine, possono costituire una buona opzione nel caso si verificasse un prolungamento della fase negativa che caratterizza i mercati azionari
Un portafoglio correttamente diversificato dovrebbe, in linea di massima, contenere sempre una determinata percentuale di titoli a reddito fisso. Sembra che molti investitori abbiano completamente dimenticato questa regola, soprattutto quando la maggior parte delle borse toccavano i loro picchi massimi, cioè durante il mese di marzo dell'anno scorso. Proprio in quel periodo, molti investitori hanno venduto le loro quote di fondi obbligazionari per poter acquistare quelle dei fondi azionari, con l'obiettivo dichiarato di conseguire una redditività più elevata. I fondi obbligazionari permettono, di solito, di ottenere una redditività stabile e non sono interessati da un'eccessiva volatilità. Nonostante questo, colui che li sottoscrive deve ricordare che la loro redditività si muove seguendo una direzione inversa rispetto a quella dei tassi di interesse, di modo che, quando questi ultimi scendono, i fondi comuni obbligazionari offrono una maggiore redditività, e viceversa, quando i tassi tendono a salire, offrono performance non proprio brillanti. Ciò significa che in fasi caratterizzate da tassi di interesse in rialzo, coloro che investono in strumenti obbligazionari di media e lunga durata possono andare incontro, temporaneamente, a rendimenti negativi. Il rendimento di un fondo obbligazionario dipende anche da altri fattori, quali la divisa in cui sono denominate le obbligazioni, la durata di queste ultime, e l'affidabilità creditizia degli emittenti dei titoli detenuti dal fondo. La divisa nella quale sono denominati i diversi titoli che costituiscono il fondo, riveste un'importanza fondamentale, dato che la redditività del fondo dipende anche dal rapporto di cambio vigente tra l'euro e le altre valute. La durata dei titoli è importante perché quanto più lontana è la data di scadenza, tanto maggiori saranno gli effetti provocati da una variazione dei tassi di interesse sul prezzo dei titoli. Per esempio, se supponiamo che un fondo abbia un portafoglio titoli con una vita residua pari a due anni, vedremo come potranno essere minime le oscillazioni sui prezzi indotte da variazioni della politica monetaria. Se invece supponiamo che il fondo sia costituito da titoli con una vita residua media di dieci anni, si noterà subito come una piccola variazione dei tassi influirà in modo sensibile sul prezzo dei titoli. L'affidabilità creditizia degli emittenti dei titoli influisce sull'andamento del valore delle quote, visto che un eventuale default di uno Stato o di una società provvista di un rating piuttosto basso, determinerebbe la perdita del capitale investito in quel titolo. Vi è infatti una notevole differenza tra il rischio che segue l'acquisto di un titolo emesso da una società alla quale è stato attribuito un rating elevato, e quello legato ad una società con un grado di affidabilità scarsa che debba emettere strumenti con cedole elevate per raccogliere capitali sul mercato. L'andamento di questi ultimi titoli è spesso legato all'evoluzione del titolo azionario quotato in borsa. Se infatti gli investitori si convincono che l'impresa andrà male e decidono di vendere le azioni della società, provocandone un rapido deprezzamento, calerà di conseguenza anche il peso delle obbligazioni, dato che cresce anche il rischio potenziale. Un'altra variabile che influisce sulla redditività dei fondi obbligazionari, soprattutto su quelli che investono in titoli di durata assai breve, è costituita dalle commissioni di gestione che intascano le società di gestione del risparmio. Se queste ultime risultano essere elevate, il fondo tenderà a fornire rendimenti al di sotto della media di categoria. Gli esperti affermano che la percentuale di quote di fondi obbligazionari che un investitore dovrebbe mantenere nel suo portafoglio, varia in funzione del suo profilo ( determinato dall'avversione al rischio, l'età, l'orizzonte temporale etc). In generale, gli esperti considerano che, mano a mano che cresce l'età dell'individuo, andrebbe accresciuta la percentuale di questo tipo di fondi, e ridotta quella in fondi azionari puri. I fondi di tipo obbligazionario sono molto adatti per gli investitori che non sono propensi a sopportare rischi rilevanti e che desiderano avere sempre a disposizione almeno una parte del capitale per affrontare qualsiasi tipo di imprevisto. A partire dal mese di gennaio 2001, i fondi obbligazionari più redditizi sono stati quelli che hanno investito nei mercati emergenti e quelli legati al mercato obbligazionario statunitense, con performance rispettivamente del 16% e del 13%. Gran parte di questi guadagni sono dovuti alla forza del dollaro USA nei confronti dell'euro. Sempre a partire da gennaio di quest'anno, il rendimento dei fondi di questo tipo che investono nell'eurozona è stato dell'1,8% per quelli a breve termine, e dell'1,7% per quanto riguarda quelli a lungo termine. Attualmente, il mercato obbligazionario sta già scontando un taglio dei tassi dello 0,25% da parte della Banca Centrale Europea, anche se gli analisti si aspettano addirittura un taglio dello 0,50%.

a cura di: Fondionline

  di Igino Domanin
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   data: 24 lug 2001 protezione contenuti: assente Aiuto  

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