Secondo colpo di scena durante l'estate del 2001.
Dopo l'operazione di Fiat su Montedison, una cordata guidata da Tronchetti Provera e Benetton ha rilevato il 100% di Bell, la holding lussemburghese che controlla Olivetti.
L'acquisizione della finanziaria lussemburghese permette a Pirelli e Edizione Holding di acquisire il controllo del gruppo Telecom Italia senza ricorrere ad un'Opa su Olivetti. Bell detiene il 22,5% della holding di Ivrea che a sua volta controlla a cascata tutto il gruppo Telecom Italia.
L'operazione ha richiesto un esborso di 7 miliardi di euro, che corrispondono a 4,17 euro per azione Olivetti, praticamente il doppio rispetto ai prezzi di Borsa di venerdì scorso. Le risorse finanziarie per l'operazione derivano in parte dalle plusvalenze realizzate nel corso degli ultimi 12 mesi dal gruppo Pirelli e dalla disponibilità del gruppo veneto. Un pool di banche si è inoltre detto disponibile ad intervenire in aiuto della cordata scalatrice.
La partecipazione acquisita confluirà in una newco controllata al 60% da Pirelli e per il 40% da Edizione Holding.
Al vertici e del gruppo telefonico salirà marco Tronchetti Provera con la carica di presidente mentre a Gilberto Benetton sarà affidata la vicepresidenza. Sono stati nominati amministratore delegato Enrico Bondi, che fino al lancio dell'opa su Montedison da parte di Italenergia si trovava alla guida del gruppo Montedison e Carlo Buora attualmente amministratore delegato di Pirelli con le deleghe per finanza e amministrazione.
La nuova strategia aziendale del gruppo Telecom Italia sarà definita soltanto dopo aver studiato dall'interno la società acquisita. L'obiettivo prioritario, tuttavia, è rappresentato dalla riduzione dell'indebitamento di Olivetti, pari a oltre 60 mila miliardi di lire.
L'operazione annunciata nel corso del fine settimana era nell'aria da tempo. I dissidi all'interno dei patti stipulati dagli imprenditori bresciani erano stati messi in evidenza con i recenti attacchi al presidente di Telecom Italia, Roberto Colaninno, per i comportamenti non proprio ortodossi tenuti dal management del gruppo telefonico in alcune operazioni societarie.