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 BUIO ASSOLUTO
Le Borse sembrano davvero senza pace. Dopo aver sperato di tirare il fiato, con una mattinata in forte rialzo, le piazza finanziarie europee hanno mestamente cambiato rotta. Pesano ancora i titoli delle maggiori società di telefonia fissa e mobile, in particolare dopo l'annuncio della Ericsson. La società svedese, uno dei maggiori protagonisti della produzione di cellulari e di infrastrutture per le Tlc, ha annunciato stime di basso profilo per gli anni a venire, prefigurando una stasi nello sviluppo delle reti di telecomunicazione nei prossimi anni. Gli umori sono cambiati così quasi subito, e i listini europei puntano ora al negativo, dopo aver azzerato i lauti guadagni di stamani.
Se guardiamo a quello che è successo ieri la musica non cambia. Il bilancio della giornata vissuta ieri dal Nuovo Mercato è molto simile ad un bollettino di guerra, con relativo conteggio di morti e feriti. Quasi tutti i titoli hanno chiuso la giornata in forte flessione, in una caduta verso il basso che non riesce a trovare il fondo.
Su quarantasei titoli si sono salvati solamente in quattro: Algol (+0,74%), Datalogic (+0,26%), Data Service (+0,09%) e soprattutto E.Biscom (+3,45%). E proprio il titolo della società guidata da Scaglia e Micheli ha impedito che l'indice Numtel scivolasse eccessivamente, contenendone la flessione a -1,68%.
Il resto è quasi un ammasso di rovine. Cominciamo da Tiscali, che ha ceduto il 2,79% fermandosi ad un soffio da un prezzo di riferimento di 7 euro. Il titolo della società sarda continua ad essere penalizzato, a causa soprattutto della poca chiarezza nell'indicare da dove arriveranno i ricavi che porteranno al previsto pareggio entro il 2001. Pesante anche il bilancio delle tre biotech scambiate al Nuovo Mercato. La peggiore è stata Biosearch, che ha ceduto nel diurno il 5%; leggermente meno pesante la prestazione di Novuspharma, che ha chiuso in flessione del 3,3%. La migliore (si fa per dire) delle tre è stata BB Biotech: il titolo della società svizzera ha concluso la giornata in perdita di poco meno del 2%.
Altri titoli in pesante flessione sono stati quelli delle società che producono e vendono personal computer. CDC ha chiuso il diurno in flessione di quasi il 7%, Opengate ha ceduto poco più del 4%, mentre Tecnodiffusione ha lasciato sul terreno il 4,15%.
Ma a preoccupare non è piàù soltatano il fragile listino dei titoli tecnologici. La grande paura e che adesso sia il Dow Jones, ovvero l'indice dei titoli industriali tradizionali americani, a navigare in brutte acque. Ha appena sfondato al ribasso quota 10.000. Se non risalirà presto la china, comincerà una lunga fase ribassista. E nessuno scamperà al flagello!

  di Igino Domanin
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   data: 12 mar 2001 protezione contenuti: assente Aiuto  

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