Ieri le quotazioni sui mercati petroliferi hanno fatto registare forti oscillazioni. Dopo il drammatico attacco terroristico alle Twin Towers il prezzo del petrolio aveva superato di nuovo la soglia record di 30 dollari al barile. Ieri gli scambi si sono conclusi con i prezzi in discesa. All'IPE di Londra il future sul Brent ( cioè le opzioni sul costo futuro del greggio)ha fatto registrare sul finale delle trattative variazioni contenute nel range tra 28 e 29,50 dollari, un dollaro in meno rispetto alla chiusura precedente. L'OPEC ( l'organizzazione dei paesi esportatori) è compatta. Guiderà il calo dei prezzi del petrolio e confema che non ridurrà la produzione, nemmeno nel caso di un bombardamento USA su un paese arabo. La sensazione prevalente esclude al momento problemi di forniture. L'OPEC appare schierato a difendere l'economia statunitense da ulteriori rallentamenti indotti dall'aumento del prezzo del Brent. La paura però è tanta . Soprattutto perchè il prestigio politico di paesi amici degli americani come l'Arabia Suadita tende a diminuire sensibilmente. I rincari del future sul Brent appaio per il momento solo di tipo speculativo. Sarà così anche in caso di esplosione di escalation bellica planetaria?