E' davvero difficile non pensare che quasi tutti i settori possano essere coinvolti dalla gravissima crisi politica mondiale.
Cerchiamo di valutare le prospettive di ciascun settore: per il settore bancario l'aiuto potrebbe venire dall'intervento congiunto delle Banche Centrali (Fed, BCE, BoJ) con l'immissione di liquidità e le rassicurazioni avvenute nelle ultime ore sul ruolo di prestatori finali per il sistema.
L'impatto sarà sicuramente negativo sulle compagnie aeree per l'ovvio calo del traffico passeggeri ed in questo senso potrebbero essere coinvolte anche le società, così come altri settori legati al tempo libero.
Né migliore è la situazione delle compagnie assicurative, tra le prime ad essere colpite nel "panic selling" di ieri.
Alcune di loro saranno coinvolte nei risarcimenti per il disastro delle Twin Towers, che potrebbero ammontare a ben 2 miliardi di dollari.
Penalizzati anche i titoli del lusso, tra i primi a subire gli eventuali effetti di una recessione statunitense (come dimostra sul nostro listino il pessimo momento di Bulgari).
Un prevedibile effetto del disastro statunitense sarà infatti la perdita dei fiducia degli americani, l'elemento che in questi mesi aveva permesso alla principale economia mondiale di non cadere in recessione.
Potrebbe invece essere migliore la situazione delle utility, da sempre considerati le azioni maggiormente assimilabili a titoli a minor rischio.
Eni in questo comparto ha dimostrato una certa tenuta, ma sarà molto volatile per riflettere gli sbalzi del petrolio.
Il settore delle telecomunicazioni sembra essere privilegiato da alcune banche d'affari come Goldman Sachs, che scrive in una nota azionaria:
"Possono migliorare le prospettive dei titoli dei servizi di telecomunicazione, in particolare degli ex monopolisti. Vediamo un impatto positivo anche per i servizi di sicurezza e per le società tecnologiche".
Goldman intravede buone prospettive in particolare per gli ex-monopolisti telefonici.
A tutto ciò si aggiunge l'impostazione grafica del Mib30 non certo positiva, che non agevola lo scenario complessivo.
Sarebbe in questo senso fondamentale il recupero di quota 30.700, anche perché altrimenti difficilmente supporti che impediscano al Mib30 di tornare ai valori di fine '97 (quando il paniere dei 30 titoli principali valeva 24.000 punti).
Infine appare quanto mai opportuno monitorare i prezzi delle commodities, quali petrolio ed oro: tutte le principali crisi borsistiche sono infatti partite dall'aumento dei prezzi delle materie prime, generando cirsi "inter-markets" (che coinvolgono cioè vari mercati, quello azionario, obbligazionario, dei titoli a reddito e delle materie prime).