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Preso atto della difficoltà del settore auto e del crescente peso dell'indebitamento nei conti del gruppo industriale, i vertici di Fiat hanno data vita ad un nuovo piano strategico per dimezzare entro il prossimo anno il pesante fardello. Il piano messo a punto dagli uomini del Lingotto si articola in tre fasi che vede impiegati tutti gli strumenti indispensabili per fare cassa. In particolare le linee guida del nuovo piano strategico prevedono la dismissione di attività con l'obiettivo di incassare 2 miliardi di euro, un aumento di capitale per un ammontare di 1 miliardo di euro e il lancio di un prestito obbligazionario convertibile in azioni General Motors per circa 2,2 miliardi di dollari.Il tutto seguito dai cambiamenti al vertice della divisioni auto: il dimissionario di Roberto Testore, amministratore delegato di Fiat Auto, è stato sostituito da Giancarlo Boschetti, già amministratore delegato di Iveco. Le cessioni Il gruppo Fiat (quotazione, scheda dettaglio) nel 2002 realizzerà dismissioni per almeno 2 miliardi di euro con l'obiettivo di ridurre l'indebitamento. Il piano di vendite è stato ridisegnato e incrementato dopo che il piano di dismissioni per il 2001 relativo alla Magneti Marelli è stato realizzato solo in parte a causa del quadro economico internazionale. Il perimetro delle possibili cessioni è stato allargato a un più ampio spettro di attività non-core, alcune delle quali meno conosciute, di carattere industriale, finanziario, immobiliare e di servizio. Il maggior numero degli asset individuati e la loro diversificazione, riducono il rischio di mercato di questo piano industriale rispetto a quello precedente. Le previsioni per l'esercizio in corso Il risultato netto consolidato del gruppo Fiat nel 2001 sarà negativo. Parte degli oneri sostenuti per la ristrutturazione inciderà anche sul risultato operativo 2001, che dovrebbe comunque essere positivo per circa 300 milioni di euro. Ifi ed Ifil confermano le previsioni per l'esercizio 2001 già riportate nelle trimestrali al 30 settembre. In particolare, i risultati di esercizio del 2001 saranno superiori a quelli del 2000. Per il gruppo Ifi il risultato consolidato 2001 sarà positivo anche se inferiore a quello del 2000 di 218 milioni di euro, mentre per il gruppo Ifil è previsto un risultato consolidato in linea con quello del 2000 a 344 milioni di euro. La ristrutturazione Fiat Auto si dividerà in quattro unità di business. I vertici della Fiat intendono valorizzare maggiormente i marchi attraverso la riorganizzazione della società, che ora risulterà divisa in Fiat/Lancia, Alfa Romeo, Sviluppi Internazionali e Servizi. Ciascuna unità sarà trasformata in una vera e propria azienda responsabile dei propri risultati economici e finanziari e dotata al proprio interno delle strutture di sviluppo prodotto, produzione, marketing e commerciale. L'aumento di capitale Saranno emesse oltre 65 milioni di nuove azioni in un rapporto di 3 nuove azioni ogni 25 possedute al prezzo di 15,5 euro per azione. Ad ogni nuova azione sarà abbinato un warrant. Il warrant avrà una durata di 5 anni e un rapporto di esercizio pari a una nuova azione ogni quattro warrant mentre il prezzo di esercizio è compreso tra 30 e 35 euro. L'avvio della ricapitalizzazione è previsto per il prossimo mese di gennaio. Per mantenere le quote di controllo oltre il 30% del capitale ordinario, le due holding Ifi e Ifil parteciperanno per la quota di loro competenza all'aumento di capitale Fiat per un investimento di circa 300 milioni di euro. Fiat inoltre lancerà un prestito obbligazionario quinquennale per un importo di 2,2 miliardi di dollari convertibile in circa 32 milioni di azioni General Motors. L'obiettivo primario è quello di rifinanziare e saldare il debito esistente, diversificando le fonti di finanziamento istituzionale e allungare la scadenza media del debito. In questo modo Fiat cederà la sua partecipazione in General Motors pari al 5,7% del capitale, che rappresentava il principale azionista dietro i fondi pensione. L'emissione, che deve essere prezzata e offrirà una cedola compresa fra il 2,75% e il 3,5%, avrà regolamento nella data o intorno alla data del 28 dicembre 2001. Il prezzo di conversione è fissato a 69,54 dollari. Con le nuove dismissioni e la ricapitalizzazione di un miliardo di euro Fiat conta di dimezzare entro il 2002 l'indebitamento netto, che attualmente si aggira intorno ai 7 miliardi di euro. Nessun accenno invece alla conversione delle azioni privilegiate e di risparmio, tasto critico della casa torinese in relazione agli oneri aggiuntivi che tale categoria di titoli comporta. Il problema della conversione è infatti legato al complesso gioco di partecipazioni messo in atto dalle holding della famiglia Agnelli in cui i titoli privi del diritto di voto giocano un ruolo fondamentale.
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