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| LA FUSIONE DEL LINGOTTO | |||||||||||
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È stato sufficiente uno sgarbo al pilota più pagato del mondo ed ecco che il Salone dell'Automobile ha chiuso i battenti. Ma che nesso c'è tra Michael Schumacher e l'annullamento dell'esposizione torinese di quest'anno? Noi di Clarence lo abbiamo scoperto intervistando proprio lui, il ferrarista, colto a bighellonare in piazza Duomo a Milano.
La conversazione si è svolta in un misto di tedesco maccheronico (il nostro), inglese scolastico (il suo) ed italiano approssimativo (di entrambi). Ve la riportiamo opportunamente mondata.
-Michael, ma è vero che il Salone è morto per colpa tua? Non esattamente. A Capodanno ho ricevuto una telefonata di Luca (Cordero di Montezemolo, n.d.r.) il cui contenuto, per me, si è rivelato gravemente offensivo. Montezemolo mi ha detto che la FIAT era in difficoltà con il mercato dei veicoli di fascia media e che questo avrebbe avuto ripercussioni sul prossimo campionato mondiale della Ferrari. - E cioé? La FIAT, in pratica, mi voleva obbligare a fare il pieno sulla mia monoposto con la benzina agricola, per risparmiare. Non solo: mi ha anche detto che, dal 2002 in poi, non avrei più goduto degli arbitrari ed irritanti - per gli altri - privilegi nei confronti di Barrichello e che la Ferrari non mi avrebbe più pagato la quattordicesima in modelli unici a me ispirati. -D'accordo, ma cosa c'entra tutto questo con il Salone? C'entra eccome: mi sono sentito ingiustamente discriminato ed allora ho minacciato Montezemolo, dicendogli che, se si fossero tagliate le spese alla Ferrari, io mi sarei finto ammalato di orchite ed avrei lasciato la mia macchina da guidare a Luca Badoer. Non solo: visto che la FIAT spende un sacco di soldi per allestire la mostra del Lingotto, ho fatto presente che sarebbe stato sufficiente sbarazzarsene, senza dover incidere sui miei benefit. -Con rispetto parlando: non sarebbe stato più giusto lasciar sopravvivere un evento tutto sommato importante nel settore, piuttosto che voler conservare fino all'ultimo tutti i trattamenti di favore elargiti da FIAT e Ferrari? Ma stiamo scherzando? Cosa me ne può importare di quel baraccone pieno di ferri da stiro con quattro ruote, roba da plebei? Anzi, dico di più: quella telefonata non l'ho digerita, tanto che ho deciso di regalare una BMW a mia moglie Corinna e non la solita, noiosa Testarossa. Oltretutto è più robusta, e non devo sempre portarla dal meccanico.
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