La ripresa della locomotiva statunitense e l'incremento dell'attività in Asia hanno spinto i volumi delle esportazioni. Gli ultimi dati mensili sul commercio indicano che i volumi delle esportazioni nel primo trimestre 2002 sono cresciuti di circa il 7% rispetto al trimestre precedente. Altri dati mensili indicano una leggera diminuzione nelle importazioni nello stesso trimestre. Le esportazioni nette quindi hanno aggiunto uno 0.7% del PIL, differentemente da quelle dell'ultimo trimestre dello scorso anno in cui hanno inciso negativamente sul PIL dello 0.1%.
I dati relativi ai consumi sono molto scarsi e non attendibili. Ciò rende l'accertamento del PIL estremamente difficile, visto che i consumi incido per circa il 55% sul PIL. I dati sono contrastati, ma si indirizzano verso una crescita dei consumi nel 1° trimestre. I dati mensili sulla spesa delle famiglie indicano una crescita solo marginale nel 1° trimestre, mentre per i restanti consumatori un sensibile aumento di oltre il 2%.
La possibilità di una crescita è supportata dai dati sulle vendite al dettaglio che indicano un aumento dello 0.5% dall'inizio dell'anno. Inoltre, nel trimestre, la fiducia dei consumatori è aumentata e ciò potrebbe compensare una debole crescita del reddito aggregato. In ugual modo, dal lato dell'offerta, anche la spedizione di beni al consumo durevoli è cresciuta nel trimestre. Contrariamente, i primi 2 mesi dell'anno hanno rivelato una caduta dell'indice della produzione nel settore dei servizi, che è correlato ai consumi. Occorre ovviamente attendere i dati di marzo per verificare il complessivo andamento del trimestre. Nell'insieme, questi dati contrastanti indicano che i consumi potrebbero essere cresciuti di circa l'1% nel primo trimestre il che, considerando il forte incremento del 2% nel precedente trimestre, sarebbe un buon risultato.
Gli investimenti rappresentano un'area di incertezza. Al momento, sono disponibili solo dati sugli ordini di macchinari.
Essi sono naturalmente positivamente correlati con gli investimenti privati non residenziali ed indicano una diminuzione rispetto all'anno precedente di circa il 10%, il che implica una caduta del 2% nel trimestre. Tale conclusione è supportata anche dai dati sulla produzione dei beni capitali, anch'essi correlati, i quali indicano che gli investimenti privati non residenziali sono scesi di circa il 10% nell'anno.
Per quanto concerne gli investimenti residenziali, sembra esserci stato un leggero miglioramento nell'ultimo trimestre. Come mostra il grafico seguente, il dato sugli avvii di costruzioni private di case segue in maniera precisa quello dell'investimento in case ed indica che il tasso annuale si è mosso in un territorio meno negativo nel primo trimestre. Il miglioramento pari all'8% osservato nel tasso annuale si potrebbe tradurre in una crescita di circa il 4% nel primo trimestre.
I dati sugli avvii di costruzioni pubbliche di case e le spese dei governi locali suggeriscono un deterioramento negli investimenti pubblici con un tasso del –10% rispetto all'anno precedente. Ciò indicherebbe una diminuzione dell'1% rispetto al trimestre precedente. Il consumo governativo è cresciuto stabilmente negli ultimi anni, il trend più recente è stato intorno allo 0.75% a trimestre, cifra che abbiamo assunto per il primo trimestre.
Nell'insieme perciò i dati sui le varie componenti che formano il PIL ci suggeriscono una crescita 1.25% rispetto al trimestre precedente, lasciando il tasso annuale a –1.75%. Altri indicatori meno diretti indicano comunque la possibilità di una crescita PIL più solida. La cifra più alta è suggerita dalla K Marshalliana (una misura dell'eccesso di liquidità) che indica una crescita del 2% nel primo trimestre rispetto all'anno precedente o di oltre il 5% sul trimestre precedente. Anche gli indicatori anticipatori governativi suggeriscono un tasso annuale del 1.5-2% mentre quelli dell'OCSE indicano una crescita di poco superiore allo 0 nel primo trimestre. Anche tale cifra più bassa suggerirebbe una crescita del 3% del PIL rispetto al trimestre precedente. C'è comunque il potenziale per una cifra robusta.