Wall Street ha tremato come una foglia, ma alla fine é riuscita a restare in pedi nonostante il terremoto provocato da WorldCom. La truffa contabile rivelata dal gigante delle tlc ha dato una nuova botta alla giá ridotta fiducia degli investitori, ma l'improvviso e inatteso rialzo finale degli indici ha mostrato che non é ancora il momento di parlare di capitolazione. Sul floor del Nyse, quando il Dow Jones é passato in territorio positivo, dagli operatori é partita una spontanea salva di applausi. Completamente ignorato l'ennesimo immobilismo della Fed sui tassi d'interesse.
L'indice Dow Jones ha chiuso a quota 9.120,11 punti (-0,07%), il Nasdaq a 1.429,33 punti (+0,38%).
I 3,8 miliardi di dollari irregolarmente messi a bilancio da Worldcom costituiscono la piú grande frode bancaria della storia americana, e il peso della rivelazione non ha mancato di farsi sentire. I presagi di sventura sembravano essere confermati dalle quotazioni del Nasdaq, scese ai minimi dell'ottobre 1998, e dal fatto che gli indici in mattinata hanno ignorato una serie di notizie positive, tra cui la crescita degli ordini di beni durevoli di maggio, l'ennesima prova di forza del mercato immobiliare e la conferma delle stime di General Electric.
Alle 14.15 poi veniva annunciata la decisione della Fed di lasciare i Fed Fund invariati all'1,75%, accompagnata dalla constatazione che la domanda finale e la ricostituzione delle scorte delle aziende si sono parzialmente raffreddate. Ma Wall Street decideva di ignorare anche questa notizia, rimanendo stabile in forte perdita, per poi dar vita - senza apparenti spiegazioni - al rally finale.
Le scosse create da WorldCom si sono fatte sentire soprattutto nel settore infrastruture per telecomunicazioni, ovvero i clienti della societa' sotto inchiesta, e quello bancario, dati i rischi di scoperto dei gruppi finanziari.
Nextel ha perso il 6,63%, Brocade Communications il 5,26%, Juniper Networks il 18,44% e Jds Uniphase il 10,59 per cento. A ribaltare le sorti del Nasdaq, che per la maggior parte della seduta era in territorio negativo, hanno contribuito le buone performance di Intel (+1,58%), Oracle (+5,48%), Microsoft (+2,23%) e Dell Computer (+3,56%).
CRISI TOTALE
Mercati senza memoria - Sono passati esattamente due anni dallo scoppio della bolla della new economy e per i risparmiatori non sembra essere ancora finita la fase di agonia che attanaglia i mercati.
Il bilancio dei primi 5 mesi del 2002 non è certo positivo. L'indice Mib30 si trova a quota 30000 registrando una flessione del XX% rispetto ai primi giorni di gennaio.
La prevista ripresa nel corso del primo trimestre non si è ancora manifesta. I dati macroeconomici rivisti in maniera artificiosa nei mesi precedenti non danno segni di una ripresa.
Worldcom crash - Indagini del fisco sulla WorldCom. Mercati a picco, parziale recupero finale. E Prada rinuncia alla quotazione.
Per la Sec (la Consob americana) «sono state commesse irregolarità contabili senza precedenti». Per Wall Street è un colpo durissimo alla credibilità del mercato, già segnata dal caso Enron e in queste ore anche dall’inchiesta della Sec sui presunti trucchi nei bilanci della QWest. Per le Borse mondiali è l’ennesima buccia di banana che si innesta in un clima di sfiducia e tensione.