George W. Bush si è appena insediato nella Casa Bianca. Il cambio della guardia, al vertice della nazione economicamente più potente del mondo, che segna, dopo otto anni di anni di amministrazione Clinton, il passaggio dalla leadership democratica a quella repubblicana nel campompolitico, rappresenterà una svolta sul piano economico? Quali cambiamenti strutturali e, soprattutto, quali ripercussioni possono esserci sui mercati finanziari? Per la verità , il ruolo della figura di Bush sembra piuttosto ignorato nei calcoli strategici degli investitori d'oltroceano. Conta davero e in che misura la politica per determinare l'andamento economico?Il provinciale texano Bush, l'uomo che non hamai messo piede a Londra e considera Houston più importante di Parigi, ha davvero una ricetta per fronteggiare la recessione che incombe sugli U.S.A. e fatalmente sul resto del pianeta? La borsa per il momento pare ignorarlo. E si preoccupa molto di più delle opinioni riservatissime dell'austero padrone del Dollaro, alias mr Alan Greenspan. Clarence vi racconta questo nuovo scenario che si apre e le attese degli investiori per il nuovo corso dela politica americana.
C'era una volta la reaganomics... - Il vecchio Ronnie Reagan, l'attore fallito dal ghigno compiaciuto, aveva fatto strage del vecchio stato sociale keynesiano e avviato un ciclo economico neoliberistico ed aggressivo. Poi fu imitato dalla Lady di ferro, la vipera Thatcher. Vi ricordate l'epoca spocchiosa e scintillante degli yuppie e dei rampanti? Clarence rispolvera vecchi ricordi dell'edonismo reaganiano.....
Immaginazione al potere - I candidati premier, piombati decisamente nell'agone elettorale, dipensano irresponsabili slogan di politica economica. Dicono di voler abbassare le tasse, alzare i salari. Sparano cifre improbabili e insostenibili sulla creazione dei posti di lavoro. Ecco come il ciclo politico e il ciclo economico entrano in rotta di collisione. Col rischio che dopo la sbornia dei proclami, potremmo essere costretti a pagare un salasso.