La storia
Nella storia della musica popolare del ventesimo secolo, esiste un "prima" e un "dopo" Beatles. Il quartetto originario di Liverpool, al di là di ogni giudizio musicale e di gusto, ha rappresentato un momento cruciale di cambiamento che ha investito in modo definitivo lindustria dello spettacolo, il costume, il linguaggio giovanile, il mondo dei mass media. Londa lunga di questo impatto è arrivata fino ai giorni nostri, con le periodiche riedizioni del pop britannico e gli infiniti omaggi che musicisti di ogni genere tributano ai quattro "scarafaggi". E' impressionante la quantità di cose a cui i Beatles, più o meno consapevolmente, hanno dato il via: la stampa musicale specializzata, ad esempio, e l'"album" di canzoni come lo intendiamo oggi. Il consumo musicale che diventa un tratto che distingue i figli dai genitori, e crea uno "specifico giovanile" fino ad allora impensabile. Loro è il primo "megaconcerto" (Shea Stadium di New York, 60.000 persone nell'agosto del 1965), i primi tour mondiali e il primo evento mass-mediologico in tv (73 milioni di spettatori davanti all'"Ed Sullivan Show" in cui i Beatles si esibirono in diretta il 9 febbraio 1964). Loro i primi tentativi di contaminare generi musicali lontanissimi, così come l'uso dell'elettronica nelle canzoni. Loro, in definitiva, le vere prime pop-star della storia.
Il gruppo nasce nella Liverpool operaia del secondo dopoguerra, fra le sale da ballo e il porto, in cui sbarcano i marinai che portano i primi dischi a 45 giri della nuova musica americana. John Winston Lennon, (nato a Liverpool il 9 ottobre 1940) ragazzino terribile, miope e senza padre, sognando Elvis e i gruppi di rithm' n' blues, mette in piedi i "Quarrymen" in cui, sedicenne, canta e suona la chitarra. Nel gruppo entrano prima James Paul Mc Cartney, altro chitarrista, (Liverpool, 18 giugno 1942) e, a breve, il giovanissimo "solista" George Harrison (Liverpool, 25 febbraio 1943). La band si fa le ossa nei locali notturni della città e in spericolate trasferte in Germania, ad Amburgo, dove suona per tutta al notte il rock 'n' roll più indiavolato davanti a un pubblico di scaricatori e giovani "esistenzialisti". In uno dei ritorni in patria, i quattro, divenuti Silver Beatles ed infine Beatles, si presentano con un taglio di capelli decisamente provocatorio per l'epoca, e attirano l'attenzione di Brian Epstein, un negoziante di dischi locale, che si propone loro in qualità di manager. Con una guida e con l'ingresso del batterista Richard Starkey, al secolo Ringo Starr, (Liverpool, 7 luglio 1940), il gruppo ottiene le prime scritture serie e un provino con la Parlophone Records, un'etichetta EMI. A Londra, il produttore George Martin percepisce che il gruppo ha qualcosa di speciale ed offre il contratto discografico. Il primo single, Love Me Do, esce il 5/10/1962 senza particolari conseguenze, ma solo qualche mese dopo, con il primo album Please Please Me e una serie di singoli che si piazzano ai primi posti nelle classifiche britanniche, i Beatles diventano un caso nazionale. Hanno un'aria nuova e rassicurante, la battuta sempre pronta, così la stampa s'innamora di loro e il pubblico di teen-agers comincia a idolatrarli. La Beatlemania, con il suo corredo di ragazze urlanti, svenimenti, follie e cifre da capogiro diviene evidente nel 1964, quando i Beatles partono alla conquista degli Usa. La macchina dello show-business americano è il trampolino per il mondo: poco più che ventenni, i quattro inanellano successi dietro successi, viaggiano freneticamente, vengono nominati "Baronetti" dalla Regina Elisabetta, diventano "Più famosi di Gesù Cristo", come afferma ironicamente Lennon, suscitando reazioni indignate.
Nel 1966, in piena "Swingin' London", il gruppo sente l'esigenza di concentrarsi sulla propria musica e decide di abbandonare le tournée. Dopo le splendide avvisaglie dell'album Rubber Soul (3/12/1965), i quattro sfornano le pietre miliari Revolver(5/8/1966) e Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band (1/6/1967). Si avvicina l'epoca del Power Flower e i Beatles, nella storica copertina del "Sergente Pepper", con baffi, barbe e palandrane luccicanti, ne sembrano i profeti. C'è bisogno di sperimentare ed espandersi, e i Beatles s'improvvisano anche registi e attori (Magical Mystery Tour). Vanno in India a meditare con un "santone" alla moda, tornano, fondano la propria etichetta, la Apple, ed aprono anche una boutique di tendenza. Gli ultimi anni vedono il sogno sgretolarsi: pur assestando ancora alcuni colpi formidabili (il loro ultimo album, Abbey Road, collage di piccole genialità in fuga, è il disco che ha venduto di pù), la forza che univa il gruppo si è indebolita e ognuno pensa ormai alla carriera solista. L'ultima testimonianza è un ruspante, struggente concerto improvvisato sul tetto della loro casa discografica, il 30 gennaio 1969. Alla fine del 1970 i Beatles si dissolvono, fra carte bollate, avvocati e amarezze. I milioni di fans nel mondo continueranno a sognare una reunion per anni, fino a quando, l'8 dicembre 1980, John Lennon viene ferito a morte davanti al suo appartamento a New York.
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