Ci sono gruppi che sfondano subito. E altri che devono aspettare anni prima che passi il tram del successo. E questo è il caso dei Pulp. Sembra incredibile, ma una delle band oggi più amate ha vissuto nell'ombra per ben dodici anni. Dal 1978 alla fine degli anni Ottanta il gruppo ha partorito una serie di singoli e di album (It nell'84 e Freaks nell'87) che sono stati quasi ignorati dalla critica e dal pubblico. Poi è scoccata la scintilla magica. Con un crescendo di performance discografiche, che da Separations (1992) all'ultimo This is hardcore (1998) ha portato i Pulp in vetta alle hit mondiali. Il segreto? Una miscela di suoni che ha coperto tutto il ventaglio dell'indie-rock (dal post punk alla dance, passando per glam rock, disco, acid-house, new wave, Brit-pop). E, soprattutto, la capacità di sintonizzarsi con i bisogni e i pensieri dei loro sempre più numerosi fans.
Una capacità che è in gran parte merito di Jarvis Cocker. Non a caso, il fondatore e trait d'union tra le diverse anime e formazioni dei Pulp (sono ben 24 i musicisti che nel tempo hanno fatto parte della band) è stato definito un poeta, prima che un cantante. Un poeta con le idee chiare. Tanto da confessare, quando il successo era ancora lontano: "Fino a che non sarò in testa alle classifiche musicali, mi considererò un fallito". Pulp in Rete Il porto migliore da cui partire per la navigazione è, ovviamente, il sito ufficiale. Dentro c'è tutto quello che serve: discografia, fanclub, canzoni, premi, interviste, notizie, più una ricca collezione di fotografie e di merchandise.
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