"Questo Disco è un progetto politico" così annunciava alll'uscita dell'album "Maledetti" Demetrio Stratos. E di politica nella musica degli Area ce ne era tanta. Intendiamoci : non la politica dei testi progressisti dei tanti cantautori "impegnati" fannulloni che dal punto di vista musicale erano "progressisti" e "rivoluzionari" quanto Mino Reitano. La stessa musica degli Area era politica perché esprimeva la volontà di essere nuova, rivoluzionaria ed in continua evoluzione, così come deve essere la politica. Solo in Gran Bretagna ci fu qualcuno in grado di plasmare ancor meglio la musica in senso politico: furono gli Henry Cow con tutto quello che conseguì e ancora consegue.
Gli Area furono il gruppo "progressive" italiano per eccellenza: sempre originali, mai attratti dalle tentazioni esterofile/copiative degli altri gruppi, sempre in concerto, sempre militanti. La loro musica, se riscoperta oggi, appare ancora fresca e carica di significati. La loro immagine, curata da Gianni Sassi e dalla etichetta Cramps è ancor oggi innovativa e tenete presente che allora non esistevano ancora le tecniche di marketing musicale odierne (anche se oggi la potenzialità musicale si calcola in base alle chiappe della cantante). Influenze di musica balcanica e mediterranea senza carrozzoni world music , influenze dalla musica contemporanea addirittura commissionata a compositori colti. Rock, jazz, sperimentazione elettroacustica, improvvisazioni, tempi dispari a bizzeffe, musica che cambia continuamente, strutture innovative: ogni disco cambia rispetto ai precedenti. O, meglio, si evolve. Soldi pochi, vendite elevate, concerti affollati. Era importante innanzitutto fare le cose, senza curarsi dei ricavi. Il periodo più significativo intercorre tra il 1973 ed il 1978 : un disco all'anno, nessuno mai perfetto perché altrimenti sarebbe stato l'ultimo. La vera musica non necessita di presentazioni e così è per la musica degli Area che invito tutti ad ascoltare: da questa e solo da questa traspariscono i contenuti. I componenti degli Area furono tutti dei giganti: lavoravano collettivamente e condividevano la loro musica costantemente ma ebbero modo anche di realizzare cose singolarmente. Uno di loro è scomparso prematuramente proprio nel momento in cui stava per insegnare al resto del mondo come si poteva imparare nuovamente a cantare: era Demetrio Stratos. Con la sua scomparsa il gruppo non sopravvisse come tale, se non per la pubblicazione di qualche disco jazz rock non particolarmente memorabile.
Dopo Demetrio, oggi anche un altro dio se ne è andato. Gli arrabbiati restano.