13 giugno 1979: muore Demetrio Stratos, il genio vocale del progressive, uno dei più grandi avanguardisti che gli anni Settanta abbiano espresso. Soltanto tre mesi prima, il 30 marzo, si era esibito per l'ultima volta sul palco, a Monza, insieme al suo complesso, gli Area Popular Group. Poi la tragedia della leucemia, e la tragica dipartita. L'annuncio di morte viene dato direttamente durante il concerto per Demetrio: l'Arena di Milano, affollatissima, piange e percepisce che qualcosa è finito. In pratica, la morte di Demetrio Stratos conclude, insieme ad altri eventi singolari, la parabola bollente della cultura settantina in Italia.
Demetrio era nato da genitori greci ad Alessandria d'Egitto nel 1945. In Italia aveva partecipato ad esperienze interessanti e innovative, in un senso pop: con i Ribelli, una delle componenti del clan Celentano, era stato protagonista della storia musicale italiana nei Sessanta (da "Pugni chiusi" a "Obladì obladà", i successi di cui, bene o male, Stratos stesso fu protagonista).
Negli anni Settanta, Stratos incontra l'uomo che ne modifica radicalmente l'atteggiamento nei confronti della vocazione pop: è John Cage, le cui teorizzazioni (dall'ideologia del silenzio all'atteggiamento psicanalitico) vengono a innestarsi sulla ricerca etnomusicale del cantante.
Poi, nel '72, è la volta del gruppo. Con Ares Tavolazzi, Patrizio Fariselli e Giulio Capiozzo viene fondata Area - International Popular Group. E le teorizzazioni di Demetrio troveranno realizzazione, anima e viscere.
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