Manu Chao è il cantore degli esclusi, degli immigrati, dei clandestini perché porta con sé una parte di quella cultura. Nato a Parigi il 21 giungo del 1961 da genitori spagnoli emigrati in Francia (il padre originario della Galizia, Spagna del Nord, e la madre di Bilbao, Paesi baschi) inizia a suonare la chitarra a 14 anni con il gruppo Joint de Culasse, dove suonava il fratello Antonio, il cugino Santiago e qualche altro amico. Qualche anno più tardi si unisce a un'altra banda (gli Hot Pants), con cui inizia a registrare alcuni dischi e più tardi forma i Los Carayos.
Dopo queste "esperienze" giovanili vede la luce la banda che lo porterà al successo: i Mano Negra, un nome che evocava sia la magia nera, sia i movimenti anarcomafiosguerriglieri dell'inizio del secolo in America del Sud sia i nazionalisti rivoluzionari serbi della Mano Nera responsabili dell'assassinio dell'arciduca Francesco Ferdinando d'Asburgo a Sarajevo nel 1914.
Le origini della "Mano" risalgono alla fine degli anni Ottanta e ottenne grande successo di pubblico e radiofonico con l'hit Mala Vida, tanto che la casa discografica Virgin li contattò per firmare il loro primo contratto.
Il primo LP uscì nel 1988, con un nome che caratterizzò per sempre il tipo di musica che sia la Mano Negra sia l'attuale Manu Chao suonano: Patchanka, un mix di suoni, di lingue, di brani musicali tipici raccolti da ogni angolo del mondo.
Con il secondo disco, Puta's Fever, nel 1989 si consolidarono come una delle più originali e migliori band musicali dell'epoca (insieme ai rivali Negresses Vertes). E' di questi anni la loro "conquista dell'America". Supporter nelle loro tournée anche di Iggy Pop, i Mano Negra si sono caratterizzati per i classici richiami ai suoni e alla musica latina.
Nel 1991 uscì un altro disco storico: King of Bongo. L'anno seguente, dopo una tournée in Giappone uscì In the hell of Patchinko, il primo disco live col quale è possibile ascoltare le immense potenzialità della band e del suo cantante durante i concerti live.
I Mano Negra si sono sciolti nel 1994, dopo la pubblicazione del cd Casa Babylon.
Da questo momento Manu Chao inizia la sua avventura da solista e arriva, nel 1998 a registrare Clandestino, il cd che gli ha garantito una popolarità quasi assoluta, grazie anche agli oltre 4 milioni di copie di cd venduti in tutto il mondo.
Con la fondazione di una band nuova di zecca, Radio Bemba, della quale dice che è un collettivo a geometria assolutamente variabile, visto che spazia da una persona sola a trenta o quaranta musicisti di ogni genere e tipo, a seconda delle esigenze e delle ispirazioni del momento ha prodotto la sua ultima opera, uscita agli inizi di giugno, che si intitola Pròxima estaciòn: Esperanza. Il cd un concentrato di suoni che ricordano molto il disco precedente e che molti hanno accusato di essere un po' troppo monotono. E' una sorta di "sorella gemella", come lo ha definito lo stesso Manu Chao, di Clandestino. Il cd ospita diciassette canzoni che ripercorrono il fortunato repertorio, fatto di ritmi latini, mix linguistici e citazioni celebri. Ma quello che caratterizza il lavoro del cantante ispano-francese sono le lingue. Tra le tracce, infatti, ci sono pezzi in spagnolo, in inglese, in francese, in arabo ("Denia") e un paio in "portognolo", un ibrido di confine tra portoghese e spagnolo che il cantante dice di sentire come la sua vera lingua. Un cocktail ben riuscito che ricorda moltissimo brani conosciutissimi come Desaparecido, Je ne t'aime plus o Welcome to Tijuana. "Non avrei mai immaginato di poter fare un altro disco", ha detto lo stesso Manu Chao. "Con i soldi che ho guadagnato in questi anni, potrei vivere viaggiando fino alla fine dei miei giorni. Ma se sono tornato in studio vuol dire che avevo ancora delle cose da dire". Già, perché Manu Chao porta nella sua valigia un'infinità di influenze musicali. "Sono un campionatore umano. Assorbo tutto senza rendermene conto e poi tiro fuori le sonorità più diverse. Non so più dire da dove vengano di preciso, se dal Brasile, dal Venezuela o dal Senegal".