Anche se odiate la musica, se non sapete cosa sia un walkman o un hi-fi, in estate dovete piegarvi. Vi toccherà sentire i tormentoni estivi e imprecare contro quei giovinastri che tengono lo stereo portatile a un volume che non credete fosse possibile raggiungere. La vostra lettura della Gazzetta dello Sport verrà quindi disturbata da quei perditempo e non riuscirete mai ad avere il giusto stato d'animo quando verrà risolto una volta per tutte l'"affaire Vieri". Ogni anno c'è una canzone che più delle altre viene scelta a furor di popolo per rappresentare la stagione calda, quella che ti fa pensare alla spiaggia e all'amore a distanza che credevi durasse per sempre. Pensate soltanto a quanti adolescenti diventeranno ometti a tutti gli effetti quest'estate ascoltando una canzone in particolare. E' una cosa che si ricorda tutta la vita, una canzone che per sempre riporterà alla mente il fatidico momento. Baglioni in questo senso può essere considerato il papà di tutti quelli concepiti verso la fine degli anni Settanta, Battisti invece è stato il mezzo che ha spesso ha abbattuto le barriere e i rifiuti delle ragazze della generazione precedente. Chissà quale sarà la canzone dell'estate 2001. Per adesso ci simo limitati a fare la lista delle nomination. La più accreditata è "Per fare l'amore" di Irene Grandi, ma probabilmente è più adatta per la fase di corteggiamento che per i momenti romantici. Il rischio è quello di andare a ritmo con la canzone e di fare una figuraccia nel giro di qualche secondo. Potrebbe essere Faith Hill la Cupido ufficiale del 2001, poche ragazze resistono a una melodia del genere e a parole come "I'll keep a part of you with me" davanti a un tramonto e all'ipotesi di una lontananza invernale. Durante l'inverno le relazioni a distanza vivranno di lettere ricolme di versi della "nostra canzone" e Faith Hill in questo caso pare adattarsi alla perfezione. E se invece fosse il solito Vasco il re dell'estate? Certo che il nuovo singolo promette bene già dal titolo: "Ti prendo e ti porto via". Poi, alla fine nessuno va da nessuna parte, ma in Estate e a sedici anni la fuga d'amore sembra un evento possibile. La scena tipica sulle spiaggie è questa: gruppo di quindici o venti ragazzi, asciugamani stesi sulla sabbia, stereo a tutto volume e tentativi di accoppiamento più o meno goffi. Pare una scena normale, ma a sedici anni sembra qualcosa di epico. Ognuno ha il suo ruolo bene definito. C'è il palestrato, che non ancora maggiorenne dimostra di conoscere benissimo le virtù del nandrolone e la tipa un po' più oca che finisce inevitabilmente per imboscarsi con lui alla prima schitarrata in spiaggia. C'è l'intellettuale che non si toglie la maglietta neanche se glielo chiede il sole in persona e se ne torna a casa con un'abbranzatura da muratore dopo essere stato l'oggetto della pietosa sopportazioni di chi invece ha ceduto il comando del corpo agli ormoni. Ci sono le comparse che di solito vengono usate per fare numero e per dividere il conto della pizza o della birra da bere la sera in spiaggia. Ma quello che veramente non manca mai è il chitarrista. Quello che ha sudato tutto l'inverno per imparare un paio di accordi e che ha sognato di sentirsi chiedere dalla ragazza più bella del gruppo "quella canzone di Baglioni". Purtroppo finisce quasi sempre che il chitarrista funge da juke boxe umano e da sottofondo alla limonata tra la ragazza dei sogni e il buzzurro palestrato. Arrivano a turno a chiedere una canzone romantica o, nel caso dei ragazzi una canzone che neanche Jimi Hendrix in persona riuscirebbe a suonare come si deve con una chitarra "da spiaggia". Risultato: il chitarrista finisce la serata in solitudine davanti al fuoco a suonare "Stairway to heaven" e a pensare di darsi all'alcool. Tutti questi personaggi sono uniti da un unico filo conduttore che li legherà anche a distanza di anni quando saranno diventati geneticamente incompatibili: la musica.